WhatsApp fa ormai parte della nostra vita digitale in maniera così invasiva da aver inevitabilmente influenzato anche quella reale. Il servizio di messaggistica istantanea acquisito da Facebook per 19 miliardi di dollari è ora al centro dell'esperienza mobile ed è ormai riuscito a soppiantare completamente i tradizionali SMS. Merito della diffusione delle connessioni mobile e delle molte possibilità offerte dall'app, compreso l'invio di immagini, video e la possibilità di effettuare chiamate vocali. Non stupisce, quindi, che in molti siano diventati letteralmente dipendenti da WhatsApp, tanto da mostrare dei veri e propri sintomi individuabili senza troppa difficoltà. Ecco quali sono quelli che più di tutti indicano la dipendenza da WhatsApp.

Hai perso il conto dei gruppi ai quali partecipi.

Un incubo per molti, un luogo dove sfogarsi per altri. I gruppi sono diventati in poco tempo croce e delizia di WhatsApp: se ne aprono in continuazione per organizzare uscite, cene e riunioni di lavoro, ma anche per discutere, scherzare o raccontare le proprie giornate. Il problema, in questo caso, è che ogni messaggio inviato fa suonare 2, 4, 8 smartphone dei partecipanti, con conseguenti risposte multiple e moltiplicazione esagerata delle notifiche. Se vi ritrovate in questa situazione drammatica composta da innumerevoli gruppi le cause possono essere due: la dipendenza da WhatsApp o la cosiddetta "Fear of missing out", la paura di restare esclusi dalle conversazioni tra amici e conoscenti. In entrambi i casi non potete più fare a meno dell'app.

Invii continuamente scherzi, immagini divertenti e video.

Abbiamo tutti l'amico che, su WhatsApp, invia quotidianamente e con un tempismo impeccabile scherzi, immagini e video virali che a breve sbarcheranno su tutto il web. Questa descrizione vi si addice? Allora siete a rischio dipendenza: per trovare qualcosa da condividere con i contatti si cerca ogni scusa, compresi i contenuti virali che hanno ormai invaso i social network. Ci sono anche i ritardatari: quelli che inviano questi contenuti ormai in netto ritardo rispetto al resto del web. In ogni caso, aprire questo tipo di messaggi diventa un terno al lotto: chi li riceve non sa mai se l'immagine o il video superano la soglia del pudico risultando estremamente imbarazzanti da aprire in pubblico.

Controlli ripetutamente la conversazione con l'amico che ha letto ma non risposto.

L'arrivo della spunta blu ha scoperchiato un vero e proprio vaso di Pandora: la possibilità di vedere non solo chi ha ricevuto ma anche letto il nostro messaggio ha da un lato semplificato le conversazioni che richiedevano solo la certezza che il nostro interlocutore ricevesse il messaggio e dall'altro creato un'ansia non da poco. Sapere che il contatto ha letto ma non risposto elimina la possibilità che il messaggio possa essersi perso tra gli impegni dell'amico o conoscente, creando un enorme interrogativo nella nostra mente: perché non risponde?

Scrivi interi messaggi con le emoji.

Il grande successo delle emoji passa anche da WhatsApp. Se nell'app "sorella" Instagram circa la metà del testo dei commenti è costituito da faccine, all'interno dell'applicazione per la messaggistica vengono inviati interi messaggi composti esclusivamente da emoji. Che in questo modo diventano dei veri e propri geroglifici 2.0 che i malcapitati interlocutori devono provare a tradurre. Se anche voi vi sentite i nuovi egizi, allora avete un problema di dipendenza: siete così confidenti nell'utilizzare WhatsApp e nell'inviare migliaia di messaggi da aver ormai superato il concetto di scrittura: bastano poche e semplici immagini.

È la prima cosa che guardi la sera prima di andare a dormire (e la mattina)

Le vostre giornate iniziano e terminano premendo l'icona verde di WhatsApp? Molto probabilmente siete dipendenti dai messaggi istantanei. Un gran numero di persone tende a guardare le conversazioni e inviare qualche messaggio a letto prima di andare a dormire e al mattino, poco dopo aver aperto gli occhi, la prima cosa che fa è aprire l'app per controllare se sono arrivati messaggi notturni. Un'impostazione che non solo indica dipendenza, ma può anche nuocere alla salute: diversi studi hanno dimostrato che gli schermi dei dispositivi possono avere effetti negativi sul nostro sonno. Quindi, almeno a letto, è meglio non aprire WhatsApp.