Pensavate che le malattie si potessero trasmettere solo attraverso il contatto fisico o per via aerea? Se sì, di certo non avreste mai pensato che alcune malattie si potessero diffondere attraverso internet. Già, perché tra meme, immagini simpatiche e gatti si nascondono patologie psicologiche che, in maniera simile a quelle fisiche, possono diffondersi da utente ad utente sul web. Modificando il nostro rapporto con gli strumenti tecnologici che già hanno trasformato il nostro modo di vivere rispetto a 10 anni fa, portandoci a ragionare di meno o a non poter vivere senza il nostro smartphone.

A stilare una lista delle patologie che possono colpirci sul web è la testata The Week con un articolo dal titolo "5 disagi mentali nati nell'epoca digitale". Si parte con la "Nomofobia", o no-mobile phobia, cioè la necessità di avere sempre con sé il proprio smartphone pena cadere in uno stato di forte ansia o terrore. Circa il 73 percento degli inglesi potrebbe soffrirne. C'è poi la "Tecninferenza", un disturbo che porta gli oggetti tecnologici ad interferire con la nostra vita, soprattutto nel tempo libero: tutto viene spezzato da una notifica, un suono o una chiamata, dalle conversazioni al sesso.

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Immancabile anche la "Chiamata fantasma": vi è mai capitato di sentire il suono di una notifica che però non è mai arrivata oppure sentire il cellulare vibrare come se stesse ricevendo una chiamata? Ecco, in molti sono vittime della cosiddetta chiamata fantasma, uno degli indicatori più forti del nostro rapporto così stretto con la tecnologia che porta il cervello ad interpretare elementi ambigui (qualcosa che si muove in tasca o un suono lontano) come input del nostro smartphone. La "Cybercondria", poi, è quella patologia che porta le persone a consultare il web per scoprire le cause di un particolare sintomo, sostituendo Google al proprio medico.

Infine c'è la "Truman Show Delusion", una patologia che prende il nome dal popolare film del 1998 con Jim Carrey. I sintomi? Sentirsi costantemente al centro dell'attenzione, come se la propria vita fosse trasmessa in diretta a chiunque. Una sorta di mania di persecuzione alimentata dalla vita iper connessa, dai social media e dai reality show. Patologia che, come le altre quattro, si diffonde sempre di più sul web anche a causa dei nostri comportamenti e di quelli dei nostri contatti.