
Se esiste una ristretta schiera di persone che nel panorama del web hanno saputo distinguersi per capacità imprenditoriale, lungimiranza e profonda conoscenza del settore, un posto speciale tocca di sicuro a Bill Gross. Oltre ad essere considerato come uno degli uomini più potenti del settore finanziario internazionale, Gross ha dimostrato di sapersi muovere abilmente nella rete e la sua UberMedia ha recentemente ottenuto un’altra conquista; con la recente acquisizione di TweetDeck, la società ha guadagnato ulteriore spazio nella galassia Twitter, arrivando a coprire il 20% di tutti i tweet mondiali ed offrendo applicazioni per ogni piattaforma sia mobile che desktop.
In parole povere, un utente su cinque che accede al social newtork dell’uccellino lo fa tramite uno dei servizi della galassia UberMedia. Grazie all’arrivo di TweetDeck, uno dei client più famosi ed apprezzati della rete, la posizione di Gross rispetto al popolare uccellino si è accresciuta ulteriormente, tanto che alcuni rumors danno come ipotesi credibile un suo possibile interesse di acquisto della stessa Twitter, anche se si tratta solo di voci.
Ma qual’è il motivo di tale interesse? Secondo Gross i social network in generale rappresentano un campo di sperimentazione per le convergenze tra mobilità, reti sociali e condivisione di informazioni ancora inesplorato e dalle immense potenzialità. Anche la scelta del nome dell’azienda non è stata casuale; nonostante fosse UberTwitter (disponibile per iOS e BlackBerry) il prodotto di punta del parco app, la società ha voluto appositamente chiamarsi UberMedia, a dimostrazione di un interesse trasversale per le reti e non solo dedicato agli smartphone. Ciò nonostante per ammissione dello stesso Gross, l’ambiente mobile offre opportunità ancora maggiori, con applicazioni dedicate alla portabilità e alla location geografica per offrire servizi sempre più personalizzati, ovunque ci troviamo.
Quali novità riserva il futuro di UberMedia? Secondo Gross occorre, piuttosto che eccedere in sperimentazione, guardarsi alle spalle e riscoprire idee che nel passato sono state accantonate perchè la tecnologia non era in grado di supportarle. Come ad esempio PointCast, il famosissimo servizio di push-news che nonostante la validità dell’idea di base fu stroncato da reti ancora troppo lente ed insufficienti. Come ha recentemente affermato in un’intervista, “The ideal circumstances are there so sometimes old ideas at the right time are really powerful and I think that’s the case today”. Proiettati nel futuro quindi, ma con un occhio sempre volto al passato.
