Penne, felpe, orologi e persino sandali e ricevute di ritorno. Sono alcuni degli oggetti appartenuti al fondatore di Apple Steve Jobs, scomparso nel 2011, messi ora all'asta dal collezionista Mark Sheff. Le proprietà fanno parte della sua collezione da anni e gli furono donate dal stesso Jobs che, secondo Sheff, non teneva mai prodotti inutili in casa. All'asta finiranno quindi quattro lotti differenti, tra cui un paio di sandali decisamente usurati che però consentiranno a qualche fortunato (e facoltoso) appassionato della mela di indossare letteralmente i panni di Jobs.

Gli oggetti messi all'asta sono un paio di sandali della Birkenstock, un girocollo della Next (l'azienda fondata dopo la sua cacciata da Apple), un orologio della Seiko e un lotto composto da quattro piccoli oggetti: una penna della Apple, un biglietto da visita della Next, un badge sempre della Next e una ricevuta di ritorno firmata dallo stesso Jobs, particolarmente interessante per gli appassionati proprio per "l'autografo" presente sul documento. Sheff è uno chef specializzato in cibo salutare e ha lavorato come manager nella tenuta californiana di Jobs negli anni '80.

"Steve cercava un aiuto per amministrare la sua casa" ha spiegato Sheff. "Noi avevano esperienza nel giardinaggio organico e nella preparazione di piatti naturali e sani". Gli oggetti appartenenti alla collezione e ora messi all'asta, secondo l'ex dipendente, sono stati raccolti nel momento in cui Jobs li ha buttati via, perché "teneva poche cose". Alcuni di questi oggetti sono stati inseriti nella collezione, altri regalati ad amici o organizzazioni. Come la Marin School, che dalla vendita di tre biglietti da visita di Jobs – donati proprio da Sheff – ha ottenuto oltre 10 mila dollari. La base d'asta per i quattro lotti sarà di 850 dollari.

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