Nel nostro paese internet non riesce a decollare. Nelle ultime settimane abbiamo pubblicato numerosi report elaborati da istituti pubblici e privati sulla condizione della banda larga, la penetrazione della rete e l'utilizzo di internet negli stati comunitari e l'Italia esce da ogni confronto come ultima in classifica.

Ora anche l'Eurostat ha reso pubbliche le abitudini telematiche dei cittadini europei e tanto per cambiare il nostro paese si dimostra ben al di sotto della media. Internet (inteso come connessione veloce) è presente solo in poco più della metà delle abitazioni della penisola, rispetto ad uno standard comunitario del 73%.

Ma è sull'uso della rete che si osserva il dato più preoccupante: il 40% degli italiani tra i 16 e i 74 anni non sa nemmeno cosa sia il web. Ciò che appare già scandaloso ad una osservazione superficiale diventa ancora più grave raffrontando il dato con altri paesi come l'Inghilterra, dove gli “ignoranti informatici” sono fermi all'11%.

La media europea non supera il 24% e il distacco del nostro paese rischia addirittura di allargarsi per via della crescita molto più rapida dei nostri partner comunitari. Naturalmente, se una così grande fetta della popolazione ignora l'esistenza di internet, servizi ad esso connessi come l'e-commerce o la burocrazia online sconfinano nella pura fantascienza.

Così si scopre che solo il 13% delle famiglie italiane preferisce ottemperare ai suoi impegni burocratici tramite il pc (la media europea è al 28%, con paesi virtuosi come la Danimarca che arriva al 70%) e lo stesso gap si riscontra quando si parla di aziende, ferme al 39% di fronte al 69% della media comunitaria. Coerentemente anche il commercio elettronico stenta a decollare; negli ultimi mesi solo il 27% degli italiani ha utilizzato la rete per i suoi acquisti, meno della metà della media europea (58%).