
Qualche ora fa, la trasmissione di approfondimento “Start” di RadioUno ha voluto intervistare Gianluca Cozzolino a proposito dell’iniziativa “Agenda Digitale“; un’iniziativa in cui si chiede alla politica italiana di porre la strategia digitale al centro del dibattito, così come accade in tutte le principali economie del mondo. Quello che si domanda a tutti i rappresentanti dei cittadini che siedono in parlamento è di redarre, entro 100 giorni, delle proposte organiche per un’Agenda Digitale per l’Italia, coinvolgendo le rappresentanze economiche e sociali, i consumatori, le università e coloro che, in questo Paese, operano in prima linea su questo tema. Il gruppo di 100 professionisti dell’universo tecnologico, primi firmatari dell’iniziativa, persegue l’obiettivo di risvegliare le coscienze di politici e cittadini sul drammatico gap che il nostro paese continua ad avere rispetto all’Europa e all’occidente tutto nell’ambito della cultura digitale.
Intervistato da Gianmario Nucci, Cozzolino chiarisce subito che la richiesta di un’Agenda Digitale per il nostro paese non è affatto velleitaria, ma è perfettamente in linea con le tendeze Europee. Basti pensare che, mentre il 30% dei comuni italiani non è ancora connesso alla rete, in Germania ci si propone di passare alla banda ultra-larga entro il 2015. Ma, allo stesso tempo, non sarebbe esatto parlare di “grido dall’allarme”, quanto piuttosto di legittima preoccupazione che sfocia in un appello, sincero, accorato e passionale. Si tratta di una richiesta che arriva da tutte quelle persone che, ogni giorni, fanno la rete in Italia e che ha già raggiunto quasi 10.000 sottoscrizioni. Il gruppo di imprenditori, blogger, web journalist che compongono quella che Cozzolino chiama “la classe digitale” non si limita a gridare allo scandolo, ma chiede proposte e ne fa a sua volta.
Il primo passo verso una reale “digitalizzazione” del paese non può prescindere dalla presenza della rete su tutto il territorio nazionale, il primo passo –dice Cozzolino ai microfoni di RadioUno- è “connettere la gente”. Il secondo potrebbe essere quello di dare ascolto al premio Nobel Edmund Phelps, che proprio oggi ha tenuto una lectio magistralis in Parlamento nel corso dell’evento “Per Rifare l’Italia”, e che parla di Banca Nazionale di Innovazione, vale a dire un fondo a cui giovani imprenditori in possesso di idee brillanti possano attingere per dar vita alle loro startup, per far rifiorire le loro imprese; insomma: per dare un futuro a questo paese.