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Tutto quel che viene narrato riguardo la città di Napoli, da dieci anni a questa parte, riguarda essenzialmente tre cose: Camorra, neomelodici e munnezza, un trinomio che ha ormai sostituito persino lo storico “pizza, spaghetti e mandolino”. Certo, come tutte le leggende metropolitane, anche quelle che riguardano Napoli nascono dal vero, dalle tragedie reali che affliggono la città, ma il punto è che sembra quasi far comodo continuare a dipingerla come un luogo senza speranza che, come qualche simpaticone ha recentemente affermato, sarebbe inutile tentare di salvare: meglio una bella colata di lava vesuviana e tanti saluti.
Gianluca Cozzolino, invece, è uno dei testimoni viventi del fatto che Napoli può vivere anche d’altro, può essere luogo privilegiato di slanci creativi e culla di grandi idee. Insomma, può tornare ad essere ciò che era prima dell’Unità d’Italia: un luogo di cultura e un polo lavorativo d’eccellenza. E’ questo il sogno proibito di Ciaopeople, un sogno nato dalla capacità visionaria di Cozzolino, che ha saputo vedere nelle sua città qualcosa di più di un cimitero d’idee, vecchi sogni e grandi uomini, ha saputo e voluto scommettere non solo su se stesso, ma anche su Napoli e sui giovani che la abitano, senza pietismi o vittimismi. Alla domanda della Petrini sulle persone che si sentono discriminate nella possibilità di riuscire a fare quello che altri fanno, infatti, Gianluca Cozzolino risponde: “Sono scuse, soprattutto sul web. Possiamo fare cose buone ovunque, in Silicon Valley come a Napoli, la rete non ha confini. Non faremo Facebook o Google (perché 800 milioni di venture capital qui non sono repertibili) ma progetti di valore ne abbiamo e gente acpace anche: possiamo crescere ed esportare creando progetti e occasioni globali anche da qui“.
Ciaopeople è riuscita in poco tempo a conquistare la ragguardevole cifra di 25.000.000 di utenti attivi mensilmente. I principali servizi offerti dalla media company sono il social media fanpage.it e il dating game in joint venture con Dada, Youlike. Come si è arrivati a questo? Nessun finanziamento, nessuna particolare attenzione mediatica, solo determinazione ed entusiasmo: l’entusiasmo di Gianluca e delle oltre 80 persone che lavorano per la giovane compagnia napoletana.
Sul finale dell’intervista, Giorgia Petrini chiede a Cozzolino se abbia mai valutato l’ipotesi di abbandonare l’Italia, vi lasciamo con la sua risposta: “Mai, ho vissuto sette anni a Roma dov’è iniziata la mia carriera di manager e poi sono tornato a Napoli perché è la mia città. Credo che andare via, per certi aspetti, possa facilitare le cose, ma credo sia anche molto rischioso. Il mercato americano domina già tutti i segmenti: se gli mandiamo pure i nostri migliori talenti, è davvero finita“.
E ora per i più curiosi, ecco l’intervista integrale:
