Sono già diversi i richiami che l'Agcom ha dovuto rivolgere ai maggiori operatori telefonici attivi nel paese e impegnati in attività illecite che, come ogni anno, nel periodo estivo si moltiplicano ai danni dei consumatori. L'Authority ha già sanzionato Tim e 3 Italia, ma nessuna delle realtà si è rivelata esente da queste pratiche poco trasparenti. D'altronde il problema emerge sempre nel periodo estivo, quando "il consumatore è particolarmente esposto a offerte e rimodulazioni poco trasparenti, sulle quali stiamo intervenendo ancora in questi giorni" spiega l'Agcom.

Al centro dei richiami le pratiche scorrette e, soprattutto, poco trasparenti che gli operatori attuano nei confronti dei loro clienti. Come il costo di 10 euro per riattivare una Sim disattivata in seguito all'inutilizzo, la cui eliminazione non sarebbe però notificata con sufficiente preavviso da parte degli operatori. "TIM, a partire dal 29 luglio e in ottemperanza a quanto richiesto dalla delibera Agcom, ha introdotto una nuova procedura per ampliare al massimo le possibilità del cliente di ottenere il reintegro sulla SIM già in suo possesso, nel rispetto delle normative vigenti in materia di identificazione" ha commentato l'azienda in una nota. "Per la richiesta è previsto l’invio di un modulo disponibile sul sito tim.it, via fax al numero verde fax 800600119, allegando una copia del documento di identità".

C'è poi il problema degli addebiti poco trasparenti, come quelli attuati da 3 Italia sul Portale 3 e sui Contenuti App&Store che hanno spinto l'Agcom ad applicare una sanzione pari a 480.000 euro all'azienda. A chiudere il cerchio troviamo i procedimenti dell'Autorità nei confronti di Vodafone e 3 Italia, nel mirino dell'Agcom a causa della segreteria telefonica presente all'interno degli iPhone: entrambi gli operatori fanno pagare la funzione anche se disattivata, basta che gli utenti premano il pulsante presente in basso a destra nell'app Telefono. Infine, 3 Italia ha annunciato di voler far pagare 1 euro al mese l'utilizzo del 4G, quando invece è sempre stato indicato come gratuito all'interno dei contratti. L'Agcom dovrà ora valutare se effettivamente la decisione dell'operatore telefonico è legittima o scorretta. Nel frattempo gli utenti hanno dimostrato la loro disapprovazione attraverso numerosi messaggi rivolti a 3 sui social network.