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Google evade il fisco in Gran Bretagna per più di 3 miliardi di sterline

Google ha evaso il fisco inglese per più di 3 miliardi di sterline.

Google evade il fisco in Gran Bretagna per più di 3 miliardi di sterline.

Secondo il magazine inglese Sunday Times, Google ha evaso oltre 3 miliardi di sterline (circa 3,5 miliardi di euro) di tasse in Inghilterra e in altri paesi negli ultimi 5 anni grazie a holdings che sfruttano diverse giurisdizioni, Irlanda, Olanda e Inghilterra, per depositare gli introiti alle Bermuda. Google avrebbe dovuto pagare allo Stato britannico 190 milioni anzichè 3, visto che raccoglie all’incirca 2 miliardi di sterline in pubblicità all’anno. Ciò, naturalmente, sta facendo tornare dei dubbi, mai sopiti, sulla policy internazionale del colosso informatico di Mountain View il cui motto è “Don’t be evil” (“non essere cattivo”).

Qual è l’impatto sulla politica inglese e internazionale?

Google ha forti legami con la politica: il premier britannico Cameron ha nominato Eric Schmidt, Chairman e Chief Executive Officer di Google, suo consulente per gli affari. Storicamente i conservatori sono legati all’azienda americana, ma il livello di evasione fiscale potrebbe essere un problema anche per il governo inglese. Il cancelliere inglese Osborne è intervenuto questo mese alla conferenza annuale di Google e ha offerto un pranzo in onore di Schmidt, ma il ministro per le attività produttive Cable ha accusato Google “di non fare attenzione alle sue responsabilità sociali“. In ambito internazionale è anche importante il ruolo dell’azienda americana nel regolare i rapporti tra Usa e Cina.

Nel 2009 un’inchiesta giudiziaria è stata sollevata anche dalle autorità turche, che hanno chiesto di pagare 71 milioni di lire turche (32 milioni di euro) per aver aggirato il fisco di Ankara.

Queste notizie non dissipano la probabilità che Google non rispetti la libera concorrenza e la competizione in altre aree; la commissione europea e il Texas stanno indagando su alcune violazioni, che minerebbero il cuore dell’attività di ricerca, e il Dipartimento di Giustizia americano sta facendo luce sul tentativo della major di acquisire ITA, società che produce software per l’industria aeronautica.

Si apre così un nuovo fronte giudiziario anche in Europa per Google che, oltre a difendersi da spam e frodi, dovrà occuparsi e rispettare le normative fiscali nazionali e sovranazionali.

Quali sono i rapporti di Google con l’Italia?

In Italia, nel 2009, si è chiusa l’istruttoria di antitrust contro Google, dopo la regolamentazione da parte della major americana delle news e della pubblicità. I principali siti di notizie italiani avevano chiesto la rimozione da Google News, ma non la rimozione generale dalle ricerche. Dopo l’inchiesta, Google ha lasciato i risultati del motore di ricerca immutati anche successivamente al cambiamento della gestione delle notizie su Google News. Lo scorso anno, la procura di Milano ha accusato Google Italia e i suoi dirigenti di aver evaso le tasse su profitti per 240 milioni di euro, su cui avrebbe dovuto pagare 50 milioni al fisco. Inoltre, la sede italiana ha subito un controllo della Guardia di Finanza lo scorso agosto, nell’ambito dell’inchiesta aperta dall’Antitrust per abuso di posizione dominante.

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