Il CEO di Uber Travis Kalanick ha da poche ore comunicato che a causa di una serie di recenti episodi ha deciso di fare un passo indietro e affidare la compagnia di ride sharing ai sui vice. La notizia arriva dallo stesso Kalanick in una mail pubblica in cui evidenzia come la morte della madre in un incidente, il ferimento del padre e l'inchiesta interna nata dal caso di sessismo ai danni dell'ex ingegnere Susan Fowler hanno convinto l'uomo a prendersi un periodo di pausa dal progetto: "Per otto anni tutta la mia vita è stata concertata su Uber. Ma eventi recenti mi hanno fatto capire che le persone sono più importanti del lavoro e che io ho bisogno di più tempo per me".

Al momento il 40enne alla guida di Uber non ha annunciato per quanto tempo si fermerà, come scrive lui stesso: "Potrà essere più breve o più lungo di quanto ci si aspetti". Nel frattempo il consiglio di amministrazione si è attivato per trovare un Chief Operating Officer da affiancare a Kalanick così da limitare i suoi poteri. Oltre alla recente morte della madre a fine maggio, infatti, Travis Kalanick ha avuto un periodo davvero complesso da gestire.

L'indagine interna nata dopo il post pubblicato dall'ex ingegnere Uber Susan Fowler che ha denunciato tutto nel suo blog lo scorso 19 febbraio, portando al licenziamento di 20 dirigenti coinvolti nei casi di sessismo ha portato il CEO a prendersi un periodo sabatico. Negli ultimi mesi Uber ha registrato diverse episodi negativi a livello d'immagine, così come ammesso dal numero uno della compagnia: "C'è molto di cui andare fieri ma anche molto che va migliorato".