Dell'iPhone 8 – oppure X, Pro o Edition, a seconda delle fonti – sappiamo ormai molto. Non tutto, ma abbastanza per farci un'idea sulle forme e su alcune caratteristiche. Ma anche sul prezzo, che secondo le indiscrezioni partirà da oltre 1.000 dollari per arrivare a superare i 1.200 dollari per la versione dotata di spazio di archiviazione maggiore. I prezzi in euro, com'è ormai risaputo, saranno ancora più alti. Questa volta, però, il costo esorbitante non è interamente colpa di Apple. Se infatti è vero che l'azienda di Cupertino deve differenziare il modello di fascia alta dagli altri due che lancerà nel corso della conferenza – gli iPhone 7S e 7S Plus o iPhone 8 e 8 Plus – il prezzo maggiore è dovuto anche ad un'azienda concorrente: Samsung.

Se infatti le due realtà sono competitor nei negozi, dietro le quinte collaborano da anni nello sviluppo degli smartphone. Già, perché Apple acquista da Samsung diversi componenti che vengono inseriti all'interno degli iPhone, tra cui lo schermo. Secondo un report di Apple Insider, l'azienda sudcoreana avrebbe aumentato i prezzi di alcuni componenti, portando ad un innalzamento del costo di produzione che, alla fine, va a colpire i consumatori. Lo schermo sembra essere l'elemento principale in questo incremento: il nuovo iPhone dovrebbe montarne uno che coprirà tutta la parte frontale, basato sulla tecnologia OLED. Ciò significa che se un display LCD veniva a costare circa 50 dollari, quello nuovo avrà un costo singolo di 130 dollari.

Sfortunatamente per Apple, in questa situazione non si può fare molto per abbattere i costi: le due aziende hanno stretto un accordo di esclusiva per la produzione del nuovo iPhone, per il quale Samsung dovrebbe fornire circa 160 milioni di display. L'esclusività consente a Samsung di raddoppiare i prezzi pagati da Apple per acquistare i pannelli LCD dai precedenti produttori. A contribuire all'aumento del costo sarebbe anche il sistema di riconoscimento facciale, sebbene in forma minore rispetto al display. Apple ha comunque già avviato un percorso per tamponare queste spese: l'azienda sarebbe infatti al lavoro sulla costruzione di un centro di ricerca e sviluppo di schermi OLED a Taiwan, mentre per il 2018 avrebbe già stretto un accordo con LG.