Richard M. Stallman è il più famoso attivista del software libero, termine che lui stesso ha coniato. Il suo più imparante intervento nel mondo del free software è stato sicuramente il GNU project (la piattaforma da cui successivamente è nato Linux, nel 1991) da lui fondato nel 1985 con l'obbiettivo di dar vita ad una "licenza libera generale che potrebbe essere applicata a qualsiasi piattaforma". Ogni software libero che attualmente utilizziamo, deve la sua esistenza alla filosofia di Stallman, che lui stesso descrive come "dare a tutti il permesso di eseguire il programma, copiarlo, modificarlo e distribuire le versioni modificate senza però aggiungere restrizioni".

In occasione del ciclo di seminari UningLabs 2013, nato da una collaborazione tra il Laboratorio per l’Informatica Libera Sannita ed Uning Sannio e che, per un'intera giornata è stato protagonista con una serie di eventi all'Auditorium Sant'Agostino dell'Università del Sannio a Benevento, si è parlato di libertà in campo informatico, o meglio, delle potenzialità del software libero e di quali sono le sue applicazioni pratiche nella vita di tutti i giorni.

Il primo intervento del giorno è stato condotto dal beneventano Luca Martinelli, uno degli amministratori di Wikipedia Italia, l'ormai famosissima enciclopedia, che dà la possibilità a chiunque di "accedere, pubblicare o modificare" gli argomenti e che quindi si basa di fatto filosofia dello stesso Stallman.

Conclusosi l'intervento di Martinelli, durante il quale ha descritto l'enciclopedia libera dalla sua nascita ad oggi grazie anche ad una sorta di album fotografico, arricchito di aneddoti e novità inerenti questo incredibile esempio di progetto libero, è stato il turno di Richard Stallman che, sebbene non dotato di traduttore simultaneo, è riuscito a stregare tutti i partecipanti.

"Innanzitutto ho due richieste. Uno: se mi fate foto non mettetele su Facebook, perchè il social network non è uno strumento libero, siete spiati. Due: se mi registrate, non mettete la registrazione su piattaforme non libere come YouTube, Windows MediaPlayer, etc.". Insomma, con poche parole ad inizio intervento, anche chi non conosceva Stallman ne ha potuto comprendere la filosofia.

Secondo l'attivista, il concetto di "libero" nel campo informatico è ben diverso da quello che si potrebbe avere quando si pensa ad una "birra gratis": l'informatica è espressione, ed il software libero non rappresenta altro che una libertà d'espressione.

Prima di parlare della storia del GNU project, l'ospite ha fatto riferimento a quattro libertà fondamentali nell'ambito del software, partendo dalla numero 0, come ogni informatico che si rispetti farebbe

  • Libertà 0: essere liberi di eseguire il programma per qualsiasi scopo;
  • Libertà 1: essere liberi di studiare il programma e di modificarlo;
  • Libertà 2: essere liberi di distribuire copie del programma in modo da aiutare il prossimo;
  • Libertà 3: essere liberi di migliorare il programma e di distribuirne pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio.

In effetti se si pensa a quanto ormai il software faccia parte della vita di tutti i giorni, ci si rende subito conto di quanto sia importante il concetto di libertà in questo ambito. Certo, lo scenario che si aprirebbe, se volessimo metterci a discutere di ognuna di queste "Libertà", sarebbe vastissimo, perchè alla base del software libero c'è una vera e propria questione sociale, totalmente focalizzata sulla condivisione, l'aiuto e quindi sulla comunità.

Lo sviluppatore è da sempre impegnato nella lotta ai software proprietari ed alle corporation informatiche come Microsoft e Apple, ed anche durante il convegno non ha risparmiato toni forti verso grandi aziende come Amazon, che nel 2009 eliminò dalla libreria del Kindle tutte le copie di "1984 di George Orwell" (il romanzo per eccellenza, simbolo della dittatura tecnologica).

Insomma, argomenti importanti e toni molto decisi all'Auditorium Sant'Agostino, con concetti che dovrebbero essere condivisi da tutti: "diffondete questo messaggio, diffondete l’importanza e la bellezza del software libero. Ne va della vostra etica: è come vedere un uomo che affoga e intorno a voi non c’è nessuno che possa salvarlo. Vi buttereste per aiutarlo". Queste le parole dell'uomo che ha collaborato con il governo venezuelano ai tempi di Hugo Chavez, riuscendo a far installare GNU/Linux in 15 mila scuole indiane, ma che ha concluso il suo intervento recitando una vera e propria messa sotto le vesti di Padre Sant'IGNUzio.