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L’Ecuador concede l’asilo politico ad Assange, tensione alle stelle con Londra

Il governo di Quito ha deciso di concedere l'asilo politico al fondatore di Wikileaks che si era rifugiato nell'ambasciata ecuadoregna a Londra lo scorso 19 giugno. Durissima la risposta del Foreign Office che minaccia la revoca dello status diplomatico.

L'Ecuador concede l'asilo politico ad Assange, tensione alle stelle con Londra.

Tensione alle stelle tra la Gran Bretagna e l’Ecuador riguardo alla questione Assange. Il governo di Quito ha infatti deciso di accogliere la richiesta di asilo politico avanzata dal fondatore di Wikileaks scatenando l’ira del Foreign Office, che ha minacciato la revoca dello status diplomatico dell’ambasciata ecuadoregna a Londra per rispettare “l’obbligo legale” di estradare Assange in Svezia, dove lo attende un processo farsa per reati sessuali.

La tensione tra Londra e Quito si era già alzata ieri quando, in conferenza stampa, il ministro degli esteri dell’Ecuador Ricardo Patina aveva dichiarato: “Oggi abbiamo ricevuto l’esplicita minaccia scritta dal Regno Unito, che la nostra ambasciata potrebbe essere assaltata se non consegneremo Julian Assange. L’Ecuador respinge nel modo più energico questa minaccia esplicita indegna di paese democratico, civile e rispettoso delle leggi. Se la misura annunciata verrà effettuata sarà interpretata dall’Ecuador come un atto inaccettabile e ostile, un attentato alla nostra sovranità. Saremo obbligati a rispondere. Non siamo una colonia britannica“.

Il riferimento è a una lettera ufficiale del Foreign Office in cui il Governo di Sua Maestà minacciava un’intervento di forza per arrestare l’attivista informatico: “Siate consapevoli che esiste una base legale, la legge sulle rappresentanze diplomatiche e consolari del 1987, che permette di intraprendere azioni per arrestare il signor Assange all’interno della rappresentanza diplomatica. Non vorremmo arrivare fino a questo punto, ma se non scioglierete il nodo della presenza di Assange, per noi questa resta una strada aperta”.

Il tutto accadeva ieri, a ventiquattro ore di distanza dalla decisione del Governo Correa di concedere o meno l’asilo politico. Quito ha quindi scelto di proteggere il fondatore di Wikileaks e di rispondere a muso duro alle minacce inglesi, pur chiarendo di voler mantenere ottimi rapporti con le autorità britanniche. Il Foreign Office non sembra però avere alcuna intenzione di cedere ed ha annunciato non solo di meditare su una possibile revoca dello status diplomatico dell’ambasciata ma che rifiuterà qualsiasi richiesta di salvacondotto per permettere ad Assange di lasciare la sede diplomatica senza venire arrestato.

La tensione intanto è salita anche nello spazio antistante l’ambasciata ecuadoregna a Londra dove centinaia di manifestanti si sono radunati per protestare a favore del pirata informatico, con due arresti da parte delle forze dell’ordine.

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