Nel 1999 Matrix stupì il mondo con una storia a tratti borderline: le macchine avevano preso il controllo del pianeta, confinando gli esseri umani all'interno di una simulazione della vita mentre venivano "coltivati" dai nuovi meccanici padroni del mondo. Il film dei fratelli Wachowski si rivelò un enorme successo, divenendo un vero e proprio fenomeno che, oggi, rappresenta anche un'ottima cartina tornasole per quello che può essere visto come lo scenario peggiore dell'arrivo della realtà virtuale. Poche ore fa, improvvisamente, a molti questa immagine è parsa diventare reale: la causa è una fotografia scattata a Mark Zuckerberg mentre si dirige verso il palco della conferenza stampa di Samsung all'interno del Mobile World Congress.

A sorpresa, infatti, il CEO e fondatore di Facebook è salito sul palco della presentazione mentre il pubblico era intento ad osservare un filmato in realtà virtuale, indossando i visori Gear VR. In diretta il momento non ha destato scalpore, se non per il fatto che la presenza di Zuck non era stata prevista da nessun giornalista. Ciò che ha generato una grande discussione sul web è stata un'immagine pubblicata dallo stesso Zuckerberg sul suo profilo personale e che mostra il CEO del social network avviarsi sul palco della conferenza, mentre tutto intorno a lui il pubblico è immerso nella realtà virtuale finendo per ignorare completamente il passaggio di una delle persone più influenti del settore.

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Tanto è bastato per scatenare un vero e proprio polverone sulla realtà virtuale, immediatamente accusata di introdurre un futuro terribile dove le persone sono talmente rapite dalle distrazioni da consentire ai leader del mondo di passeggiare tranquillamente tra di loro. Così è saltato fuori il parallelo con Matrix e con la storica pubblicità di Apple, 1984, dove un gruppo di persone sedevano immobili nel grigiore di una sala guardando e ascoltando il Grande Fratello. Il pubblico del Mobile World Congress di Barcellona, in effetti, ricorda da vicino le immagini proposte dal futuro distopico delle pellicole/pubblicità sopracitate: talmente assorto nella visione della realtà virtuale da non accorgersi di avere accanto Zuckerberg, che poco dopo definirà la tecnologia come "la nuova piattaforma sociale".

In questo la composizione dell'immagine ha certamente aiutato l'interpretazione negativa: tutti i giornalisti indossano il visore e guardano dalla parte opposta rispetto a Zuck, mentre quest'ultimo è stato immortalato con un leggero sorriso sulla faccia che in molti hanno interpretato come un ghigno soddisfatto. Fondamentali, al fine della trasformazione dell'immagine in finestra su un futuro orribile, la luce che illumina dall'alto il CEO e la posizione della sua testa al di sopra di chiunque nel pubblico. Insomma, una serie di coincidenze che hanno reso l'immagine un vero e proprio fenomeno sul web. Simpatico, ma che lascia il tempo che trova. La realtà virtuale ha dei problemi, questo è certo, ma che vanno cercati altrove e di sicuro non nella camminata di Zuckerberg tra centinaia di visori, che, di fatto, è solo un'immagine.

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