La Procura di Milano ha concluso le indagini per evasione fiscale su tre manager di Apple. Coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Greco e dai pm Adriano Scudieri e Carlo Nocerino, l'indagine ha riguardato Enzo Bigini, amministratore delegato di Apple Italia; Mauro Cardaio, direttore finanziario; e Michael Thomas O'Sullivan, manager della Apple Sales International. Si pensa che in 5 anni siano stati omessi circa 879 milioni di euro di versamenti dell'Ires a causa della contabilizzazione dei profitti in Irlanda, il paradiso fiscale delle grandi aziende tecnologiche.

Il reato contestato è quello di omessa dichiarazione in base all’articolo 5 del Decreto legislativo 74/2000. L'inchiesta era stata aperta due anni fa e ha già portato alla perquisizione degli uffici milanesi e al sequestro di materiale informatico. Al tempo gli inquirenti ipotizzavano una dichiarazione dei redditi fraudolenta in base all'art.3 del Decreto Legislativo 74 del 2000 per un periodo che andava dal 2010 al 2011. In seguito ad accertamenti, però, i pm hanno ampliato il periodo d'indagine dal 2008 al 2013 e hanno modificato il capo d'imputazione. Ora l'azienda cercherà l'intesa per cercare di risarcire l'Agenzia delle Entrate.

La notizia giunge nel giorno in cui il colosso di Cupertino ha ottenuto una valutazione da oltre mille miliardi di dollari. Il merito è degli analisti di Canton Fitzgerald, che hanno aumentato a 180 dollari l'obiettivo delle azioni Apple, il cui titolo raggiungerebbe l'esorbitante cifra di 1.050 miliardi di dollari. Più di un trillando di dollari giustificati dalle vendite sempre in aumento nel mercato cinese, dove i prodotti della mela hanno subito una spinta del 70% durante l'ultimo trimestre. Attualmente la valutazione in borsa di Apple è pari a 740 miliardi di dollari con un valore per azione di 127 dollari.