Un nuovo avvertimento per Facebook contro la diffusione di notizie false sul social network. Dopo l'attacco della cancelliera tedesca Angela Merkel, preoccupata per le conseguenze di bufale in Rete in vista delle prossime elezioni, ora sull'argomento è tornato il presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani che espresso la volontà di promuovere una "soluzione europea" per eliminare la diffusione di "fake news" sui social network per garantire la corretta informazione ai cittadini. Nel corso dell'Assemblea Ue è già stata approvata una risoluzione politica per contrastare la disinformazione anti-Ue e a favore dei movimenti populisti ed ora l'intenzione dell’Europarlamento e della Commissione europea è quella di proporre una commissione d’inchiesta sulle notizie false.

Anche il commissario estone Andrus Ansip si è pronunciato sull'argomento evidenziando che se le piattaforme di proprietà di Google, Facebook e Twitter non si adegueranno introducendo delle soluzioni per controllare la diffusione di bufale in Rete verranno presi seri provvedimenti, così come dichiarato ai microfoni del Financial Times: "Sono preoccupato, e tutti sono preoccupati, dalle notizie false, specialmente dopo le elezioni negli Stati Uniti. Credo fermamente nelle misure di autocontrollo. Ma, se sarà necessario qualche tipo di chiarimento, saremo pronti". In Germania, ad esempio, se dovesse passare la legislazione restrittiva sulla diffusione di notizie false i social network potrebbero ricevere multe fino a 500 mila euro.

La vittoria di Donald Trump in America, favorita anche dalla diffusione di una serie di notizie false sulla candidata democratica Hillary Clinton, hanno fatto preoccupare numerosi premer europei e si dicono dunque favorevoli ad introdurre nuove regole per contrastare il fenomeno delle "fake news". Tuttavia molte paesi europei temono che l'introduzione di nuove regole possa scatenare proteste dai cittadini in caso di restrizioni della libertà di condividere contenuti in Rete, motivo per il quale la Commissione europea intende introdurre un "codice di condotta" per i social network così da limitare i tentativi di diffusione di bufale sul web.