Passare tre o più ore al giorno guardando la televisione, utilizzando il computer o giocando con il tablet può mettere i bambini a rischio di diabete di tipo 2. Lo riporta uno studio inglese pubblicato in Archives of Disease in Childhood, sottolineando che i rischi già noti per quanto riguarda gli utenti adulti possono insidiare anche quelli più giovani. I ricercatori inglesi hanno analizzato circa 4.500 bambini, scoprendo che chi spende molto tempo davanti ad uno schermo mostra marcatori biologici legati all'aumento del rischio di diabete di tipo 2. Il corpo di questi bambini ha infatti mostrato difficoltà nel processare lo zucchero, una condizione conosciuta come resistenza all'insulina e caratteristica del diabete.

"Passare così tanto tempo davanti ad uno schermo fa male alla salute" ha commentato Mark Tremblay, ricercatore e nutrizionista. "È discordante con la nostra evoluzione". Eppure i bambini americani passano sempre più tempo davanti ad un display: secondo un rapporto pubblicato nel 2015 da Common Sense Media, la fascia 13-18 passa in media 9 ore al giorno davanti a computer, smartphone e televisione, mentre la fascia 8-12 ne passa in media 6 al giorno. "Sembra che si sia perso il bilanciamento necessario per vivere una vita sana" ha continuato Tremblay.

Analizzando gli studenti di 200 scuole primarie inglesi, i ricercatori hanno scoperto che i bambini che passano più di tre ore al giorno davanti ad uno schermo hanno un valore legato alla resistenza all'insulina dell'11 percento più alto rispetto a chi osserva un display meno di un'ora al giorno. Non è il primo studio ad associare il tempo passato davanti allo schermo con patologie nei più giovani. Ricerche precedenti avevano dimostrato una correlazione tra la vita sedentaria dovuta all'utilizzo di computer e televisione e l'incremento del BMI – il Body Mass Index che misura il grasso corporeo in base ad altezza e peso – nei ragazzi tra i 9 e 16 anni. "Ridurre il tempo passato davanti ad uno schermo può ridurre anche il rischio di diabete di tipo 2" spiega Claire Nightingale, co-autore dello studio.

Lo studio presenta però anche delle limitazioni, perché si limita ad associare il tempo passato davanti ad un display e il diabete, senza riportare un nesso causale diretto tra le due cose. Inoltre, il fatto che i dati siano stati raccolti tra il 2004 e il 2007 implica il fatto che lo studio non tenga in considerazione smartphone e tablet, quindi i risultati potrebbero sottovalutare il tempo che oggi i più giovani passano davanti ad uno schermo. In ogni caso, la ricerca sottolinea nuovamente il fatto che passare molto tempo incollati allo schermo non faccia di certo bene per la nostra salute. "Quando così tante misurazioni riportano lo stesso risultato e quando tutto è allineato con il buon senso" conclude Tremblay, "ad un certo punto bisogna ammettere che c'è qualcosa di vero".