Snap, la società che detiene la proprietà di Snapchat, è ormai pronta ad approdare a Wall Street. La IPO ha permesso all'azienda guidata dal co-fondatore e CEO Evan Spiegel di vendere 200 milioni di azioni ad un prezzo di 17 dollari l'una, raccogliendo quindi 3,4 miliardi di dollari. Numeri superiori a quelle che erano le previsionio di 30 giorni fa, quando la forbice di valore per azione era fissata tra i 14 e i 16 dollari. E, secondo quanto riporta il Wall Street Journal, il valore complessivo di Snap Inc. a questo punto è di 24 miliardi di dollari. Quella di Snap è quindi una delle più grandi IPO raccolte negli Usa negli ultimi anni.

Snap è quindi pronta ad approdare a Wall Street, si tratta della prima quotazione dell'area tecnologica dell'anno e una delle più grandi IPO negli Usa degli ultimi anni, la più grande dopo Alibaba. E dai numeri che escono dalla IPO, sembra che le preoccupazioni degli ultimi tempi, soprattutto riguardo al calo di utenti seguito sulle Stories, un format ormai replicato da Instagram, con molto successo, e di recente anche da Facebook e WhatsApp, non abbiano scalfito l'interesse degli investitori. Evidentemente gli investitori credono nel potenziale di questa piattaforma. Va anche detto che Snap approda a Wall Street in un momento in cui la borsa americana sta conoscendo un momento d'oro, anche in seguito al discorso sullo Stato dell'Unione del presidente Donald Trump che ha fatto impennare tutti i listini.

Da quello che trapela in queste ore, è molto probabile che giovedì mattina Evan Spiegel e Bobby Murphy, insieme ai top manager dell'azienda, saranno a Wall Street per il tradizionale suono della campanella che dà il via alle contrattazioni delle azioni SNAP. Una curiosità che merge da questa IPO è che le azioni vendute sono "senza diritto di voto", il che significa che il controllo resta nelle mani di Spiegel e Murphy che detengono un valore di quote di azioni ciascuno di 4,3 miliardi di dollari. Una situazioni che al momento desta qualche preoccupazione alla SEC, la Consob americana, che potrebbe anche intervenire per mancanza di trasparenza.

Gl investitori a questo punto attendono l'avvio delle transazioni aspettando di vedere se il debbutto a Wall Street possa configurarsi un successo, come quello ottenuto da Facebook nel 2012, oppure la nascita di una situazione molto simile a quella che Twitter vive ancora oggi, dal suo debutto nel 2013.