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Stazione Futuro: un viaggio avanti nel tempo, per scoprire l’Italia che sarà

Stazione Futuro è la mostra che racconta l’Italia degli anni a venire. Un futuro ipertecnologico eppure vicinissimo a noi, e già in gran parte raccontabile.

Stazione Futuro: un viaggio avanti nel tempo, per scoprire l'Italia che sarà.

Il Futuro, inteso come destino unico ed ineluttabile, è una pura fantasia. Una favola buona per addormentare i bambini, forse; per convincerli che, qualunque cosa accada, alla fine tutto andrà bene. Ma noi adulti, a quest’ora, dovremmo essere ben coscienti che così non è, che senza un’attenta e ponderata analisi dei rischi e delle possibilità le cose possono finire male, o anche molto male, a seconda dei casi. Di futuri possibili ne esistono miriadi. Uno per ogni singola scelta che ogni singolo essere umano compie ogni giorno sulla terra. Sta a noi il compito di guidare la specie umana verso la migliore delle possibilità. Ma l’unico modo per raggiungere la destinazione (significato ultimo della parola “destino”) è conoscerne le coordinate. Ed è proprio questo che intende fare la mostra Stazione Futuro, ormai prossima all’inaugurazione: mostrare la migliore evoluzione possibile del nostro paese e lasciare a tutti noi il compito di raggiungerla. Stazione Futuro mostra quello che ancora non è, ma dovrebbe essere; quello che rischia di non essere mai, ma per la cui realizzazione sta a noi lottare.

Una casa ad impatto ambientale zero, un automobile che non inquini, una rete Internet che sia velocissima, e raggiunga tutti, una medicina che sappia prevenire, che sappia debellare le malattie e non solo curarle, che sia sempre meno invasiva e rischiosa. Questa è un’alternativa possibile. Questa è la versione migliore di ciò che sta per venire, ed è quella mostrata da Stazione Futuro.  Un futuro alla nostra portata, un futuro che sapremmo e vorremmo costruire. Ma servono investimenti in ricerca e innovazione, servono investimenti in energie pulite e rinnovabili… Servono cose che, al momento, latitano e per cui bisogna imparare a combattere.

Certo, gli intenti della mostra sono soprattutto celebrativi. E c’è tanto da festeggiare: i 150 anni dell’Unità d’Italia, l’ingegno dei nostri connazionali, gli sforzi immani dei ricercatori che continuano a lavorare in condizioni di assoluta precarietà, il futuro. Ma, probabilmente, unita ad i festeggiamenti, farebbe comodo una sana, concreta riflessione sulle condizioni presenti che, inevitabilmente, condizioneranno pesantemente quel che ha da venire.

La mostra è stata immaginata seguendo un modello di città ideale, articolata in dodici quartieri di forma cubica- ad esempio, i quartieri Energia, Salute, Internet, Casa, Lavoro…- al cui interno è possibile interagire attraverso tavoli touch, video in tre dimensioni ed ologrammi che raccontano l’Italia che verrà. I visitatori potranno interagire con ben otto personalità della scienza e della ricerca, tra questi: l’astrofisico Giovanni Bignami, l’economista Irene Tinagli e l’architetto Luca Molinari.

In ogni caso, il viaggio nel tempo alla volta di questo bellissimo futuro possibile comincia il prossimo 17 marzo, in occasione della festa dell’Unità d’Italia, e durerà fino al prossimo novembre.  Il tutto grazie  alla Regione Piemonte, al comitato Italia 150, a Telecom Italia e a Riccardo Luna, direttore di Wired Italia e curatore della mostra. Il luogo designato sono le Officine Grandi Riparazioni di Torino e, nel caso vogliate conoscere i dettagli dell’allestimento, vi consigliamo di scaricare il pdf informativo.

Proprio da Stazione Futuro, infine, partirà l’ormai celebre Tour dei Mille organizzato da Working Capital. D’altronde, se da qualche parte bisogna pur partire per rifare l’Italia, meglio partire dal luogo in cui si è visto il futuro. Solo così si può essere davvero certi di quel che si sta cercando, e ci sono buone possibilità che lo si trovi.

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