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Stm in calo, ma a Milano brillano tre piccole “high-tech”

Settimana no per i titoli tecnologici in tutto il mondo: a Milano soffre Stmicroelectronis, ma si riscattano Txt e-Solutions, Datalogic e B.E.E. Team. Proviamo a capire perchè...

Stm in calo, ma a Milano brillano tre piccole

Settimana negativa per i titoli “high-tech” italiani: dei 26 componenti dell’indice Italia Tech elaborato da 6 In Rete Consulting per Tech Fanpage (che capitalizzano complessivamente poco più di 6,9 miliardi di euro) solo sei segnano una performance positiva e due restano sugli stessi livelli della settimana precedente, mentre 19 componenti dell’indice perdono terreno. Così nel suo complesso l’indice cede in una settimana il 4,70%, facendo peggio sia dell’indice Ftse Mib (che raggruppa i 40 titoli più importanti quotati sul listino italiano), in calo del 3,46%, sia dell’indice Nasdaq 100 (che invece è composto dai 100 maggiori titoli tecnologici quotati sulla piazza di New York).

A pesare (data la capitalizzazione di circa 4,58 miliardi di euro, pari da sola a due terzi dell’indice) è in particolare il calo di Stmicroelectronics, società italo francese specializzata nella produzione di microchip per applicazioni che spaziano dall’auto alla telefonia cellulare, che sembra accusare il clima sempre più incerto di un settore che potrebbe risentire nuovamente di eventuali manovre fiscali sui consumi (ad esempio, in Italia, dove il neo premier Mario Monti ha fatto sapere di voler spostare parte del peso del fisco dal lavoro ai consumi) e più in generale del clima di incertezza che continua a contrassegnare l’intero scenario macroeconomico europeo. Non aiuta il titolo neppure la deludente performance di Nokia (-1,6%), suo maggiore cliente ma da tempo in affanno sotto i colpi dell’offensiva di Apple nel settore degli smartphone, così come non hanno certo giovato al titolo le revisioni al ribasso delle stime per questo e il prossimo trimestre da parte dei principali produttori di semiconduttori e microchip, ultimo in ordine di tempo l’americana Applied Materials, tutti preoccupati dei segnali di debolezza del ciclo economico in particolare in Europa e tutti già con la testa a pensare quanto e come ridurre la produzione per evitare di ricadere nel ciclico problema di un eccessivo accumulo di scorte di prodotti finiti (che l’obsolescenza tecnologica fa rapidamente perdere di valore).

All’opposto la settimana ha portato buone performance a Txt e-Solutions (che guadagna 2,57 euro per azione, +22,58%) dopo il via libera dall’assemblea straordinaria dei soci del dividendo straordinario da 4 euro a titolo e la presentazione del nuovo business plan della società, che dopo la cessione di Polymedia (una start up portata da meno di 1 a oltre 17 milioni di euro di ricavi annui, ceduta per un prezzo pari a 12 volte il suo Ebitda ovvero 1,4 volte i ricavi) punta ora a crescere ulteriormente in particolare attraverso una crescita organica superiore a quella dei mercati di riferimento, coniugata tuttavia ad una maggiore redditività, ma non intende rinunciare a future acquisizioni di piccole-medie aziende innovative che le consentano di crescere in Europa (al momento il 95% del giro d’affari di Txt e-Solutions è fatto in Italia ed è legato a poco più di una trentina di grandi clienti che vanno da Magneti Marelli a Siemens, da Agusta Westland a WeBank, da Ubi Banca a BiTicino solo per citarne alcuni). Il tutto cercando di identificare e sviluppare, attraverso nuove start up, eventuali opportunità che consentano sia di rafforzare la posizione competitiva del gruppo sia di proporre nuove soluzioni e strategie innovative alla clientela.

Oltre a Txt e-Solutions si sono messe in luce in settimana anche due altre piccole società high-tech quotate a Milano: Datalogic (+6,82%) e B.E.E. Team (+6,63%).  Nel primo caso dopo i buoni numeri del terzo trimestre dell’anno comunicati la scorsa settimana (ricavi in crescita del 6,6% a 107,1 milioni, Ebitda ossia risultato operativo lordo pari a 16,8 milioni, +30,2%, utile netto di 9,4 milioni, contro i 3,2 milioni del terzo trimestre 2010) è arrivato in settimana un’ulteriore buona notizia rappresentata dall’accordo con Puma, multinazionale leader nell’abbigliamento sportivo, per la fornitura di palmari per la gestione del magazzino di Salisburgo, in Austria (commessa della quale non è stato peraltro precisato il valore).

Nel caso di B.E.E. Team invece a muovere il titolo sembra essere stata un’analisi di Antonio Tognoli, capo analista ed executive vice president di Integrae Sim secondo cui il titolo è da acquistare, “buy”, essendo contraddistinto da un grado di rischio medio e avendo come prezzo obiettivo nei prossimi dodici mesi 0,95 euro per azione (oltre il triplo rispetto agli 0,32 euro attuali). Per Tognoli i risultati dei primi nove mesi, comunicati a inizio novembre, sono in linea con le attese e dunque consentono di confermare le previsioni per l’intero 2011 ed evidenziano una forte crescita dell’Ebitda (+29% a 6,6 milioni di euro a fine settembre), grazie al buon andamento dell’attività di consulenza (+19%) e all’attento controllo dei costi. Nel corso del passato trimestre la società si è riorganizzata suddividendo le attività in tre business unit, mentre l’indebitamento finanziario netto è salito a 37,6 milioni (300 mila euro in più di fine giugno); di questi a fine anno 12,5 milioni (dai 20,3 milioni di fine 2010) dovrebbero essere rappresentati da debito bancario a breve termine (visto in ulteriore calo a 10 milioni entro fine 2013), mentre l’indebitamento bancario a medio-lungo termine dovrebbe risultare pari a 20 milioni (che a sua volta dovrebbe calare a 18 milioni già dalla fine del prossimo anno e mantenersi stabile l’anno successivo).

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