Un'inchiesta della CNN pubblicata il 19 febbraio rivela che il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha acquistato negli ultimi anni più di 3.600 domini web (nomi di siti) per evitare situazioni spiacevoli di diffamazione o frode. Già prima di cominciare la sua campagna presidenziale, nel 2015, Trump si era impadronito di 93 domini web a lui collegabili come IHateTrumpVodka.com, TrumpRussia.com e TrumpFraud.org.

L'emittente statunitense, grazie a ricerche tramite la piattaforma DomainTools, ha scoperto che il Presidente possiede oggi 3.643 indirizzi di questo tipo. Nella lista compaiono siti dal nome facilmente riconducibile al Presidente e che spesso riportano a siti sulle sue attività o re-indirizzano ad altri siti ufficiali. Vi sono poi molti altri domini, come TrumpMustGo.com, NoMoreTrump.com o VoteAgainstTrump.com, acquistati per sottrarli ad eventuali contestatori. È da notare in particolare che alcuni di questi siti sono stati acquistati già nel 2012, dimostrando quanto già da anni l’imprenditore aspirasse alla Casa Bianca. Registrato nel 2009 è invece ImBeingSuedByTheDonald.com (“sono stato querelato da The Donald”). Non mancano poi nomi con varie declinazioni contenenti “sucks” (“fa schifo”) come TrumpNetworkSucks.com o DonaldTrumpSucks.com. Il primo sito, registrato il 20 gennaio 1997, risulta invece «DonalddjTrump.com».

Per cybersquatting si intende la pratica di acquistare un dominio potenzialmente utile a terzi per poi rivenderlo a caro prezzo. È quello che aveva pensato di fare l'ingegnere civile messicano Luis Jorge O'Brien Covarrubias, quando nell'aprile 2015 acquistò per 10 dollari TrumpEmpire.com, pensando poi di ricattare il magnate. Non raggiungendo nessun accordo, non rinnovò il dominio, che venne così acquistato da Trump nel giugno del 2016. Ma è solo con l'inchiesta di CNN che O'Brien ha saputo delll'acquisto di Trump, facendolo pentire della sua rinuncia. "Che cosa ho fatto?" – si è lamentato – "È scortese con le persone. Maltratta chiunque. Ora possiede un impero, in ogni senso del termine!".

La Casa Bianca non ha risposto alle domande della CNN riguardo la collezione di domini, ma la Trump Organization ha pubblicato una risposta martedì: "Sfortunatamente le pratiche di cybersquatting, la pubblicazione di falsi contenuti e l'uso ‘negativo' dei nomi di dominio sono un serio problema per molte compagnie del mondo" dice Amanda Miller. "Ci prendiamo cura della nostra identità di corporation e della nostra proprietà intellettuale molto seriamente, anche tramite l'acquisto di nomi di dominio positivi e negativi e agendo per via legale qualora necessario". Un altro caso storico di cybersquatting fu quello di Dan Parisi, che trasformò WhiteHouse.com in un sito porno, prima di lasciare decadere l'acquisto del dominio, che fu poi acquistato da Trump nel Natale 2014