La possibilità che YouTube possa lanciare dei servizi a pagamento ormai si fa sempre più insistente e ad alimentare queste voci arriva ancora una volta The Verge. Il blog americano che si occupa di tecnologia e digital marketing, secondo diverse fonti raccolte, ha infatti reso noto che la piattaforma per condividere video, che ad oggi conta 1 miliardo di utenti, starebbe per lanciare entro la fine dell'anno due servizi a pagamento.

Il primo servizio in abbonamento è Music Key, il servizio pagamento lanciato in versione beta nel novembre del 2014 che consente di ascoltare musica e vedere video senza alcuna pubblicità. Quindi entro l'anno Music Key esce dalla versione beta per diventare uno dei due servizi a pagamento della piattaforma.

Il secondo è un servizio di cui ancora non si conosce il nome sarà rivolto a creatori di contenuti premium e sarà quindi disponibile con un paywall, quindi con un'area che prevede la sottoscrizione a pagamento per accedervi. In questo modo YouTube si appresta a diventare una piattaforma in grado di offrire contenuti gratis, accessibili a tutti, e contenuti a pagamento, dietro abbonamento. Cambia quindi il modello della piattaforma che qualche mese fa il WSJ aveva definito come una piattaforma poco profittevole per Google che l'aveva acquisita nel 2006. Infatti, nonostante i 4 miliardi di fatturato, nel 2014 la piattaforma ha realizzato il suo break event, aveva raggiunto dunque la parità di bilancio.

YouTube mira dunque a monetizzare in maniera più concreta scegliendo la strada già battuta da altri come Spotify o anche Apple Music, più di recente. In più ha l'enorme potenziale derivante dai video che dovrebbe consentire di contrastare l'avanzata di Facebook che di recente ha superato YouTube rispetto alla visualizzazione dei video. Un sorpasso che si è reso possibile grazie all'autoplay sulla piattaforma di Mark Zuckerberg.

Sul fronte musicale la concorrenza non manca e sarà interessante vedere come reagiranno le etichette musicali con il lancio definitivo di Music Key, di cui comunque non hanno apprezzato i continui rinvii da novembre per il lancio effettivo. Un ritardo che le etichette non hanno apprezzato anche perchè dal mese di novembre sono nati altri nuovo servizi. Tra l'altro il rapporto con le etichette è sempre stato molto movimentato, proprio per il fatto che le grandi aziende musicali hanno sempre lamentato il fatto che YouTube corrispondesse poco nonostante il grande traffico registrato sulla piattaforma. Vedremo dunque come sarà accolto il servizio e come YouTube saprà profittare da questa svolta, competitor permettendo.