8 Giugno 2011
10:18

Facebook e gli Italiani: un rapporto patologico

Un’indagine realizzata dal Censis mette in rilievo alcuni dati sulla società italiana contemporanea: cresce l’aggressività (negli ultimi 5 anni i fenomeni di minaccia e ingiuria sono saliti del 35,3%, del 26,5% -invece- le lesioni e le percosse) e l’uso di antidepressivi è raddoppiato. Sullo sfondo, passano a 20 milioni gli italiani che utilizzano Facebook.
A cura di Anna Coluccino

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Gli Italiani sono ammaliati da Facebook.

A dirlo non è un qualche sociologo di stampo tardo-apocalittico, ma il CENSISS, il Centro Studi Investimenti Sociali, si tratta quindi di un'opinione supportata da diversi dati statistici tesi a sottolineare non tanto la qualità dell'interazione tra gli italiani e il social network, quanto piuttosto la mole, la quantità di quest'interazione.

Lo studio, presentato ieri a Roma, evidenzia come dal settembre 2008 al marzo 2011, il numero degli iscritti al social network sia aumentato in maniera esponenzialmente, complice un'esistenza che -sempre più- sposta il suo focus dall'universo reale a quello virtuale.

Il numero di utenti italiani iscritti a Facebook è passato da 1.3 milioni a 19.2 milioni. Ma c'è di più:

– sono almeno 55 i minuti che, ogni giorno, gli utenti italiani spendono su Facebook;

– 13 i gruppi a cui ciascuno è iscritto;

– 24 i commenti mensili;

– 8 le richieste di amicizia;

– 4 le pagine fan a cui ci si iscrive;

– 3 gli inviti ad evento ricevuti (sempre su base mensile).

Il punto è molto semplice: la vita reale interagisce sempre più con quella virtuale. Il che non significa che la prima svanisca lentamente a favore della seconda, ma che i rapporti che si creano nella vita reale vengono animati, elaborati, estesi ogni giorno in ambiente virtuale. Si tende sempre più ad allargare la propria comunità di riferimento e -per tenerla viva- occorre frequentarla in un luogo che sia accessibile a tutti in ogni momento: Facebook, per l'appunto.

“Il berlusconismo siamo stati noi, abbiamo determinato noi l'individualismo, che ora si rivela una realtà da curare”
Giuseppe De Rita

La ricerca del Censis, però, fa un passo più in là e arriva a sostenere che gli italiani hanno sempre meno senso morale, che il 46.4% è pronto ad accettare compromessi pur di avere successo, che il 16.9% si dichiara concorde con le donne che decidono di sfruttare il proprio corpo per raggiungere degli obiettivi… Il tutto confluisce in un altro dato (questo sì davvero allarmante) e che forse rappresenta il cuore del problema nonché la "fonte" di tutti gli altri dati: dal 2001 al 2009 il consumo degli antidepressivi è più che raddoppiato, arrivando ad un incremento del 114,2%.

Secondo Giuseppe de Rita, presidente del Censis, "Quella che stanno vivendo gli italiani, è una crisi antropologica c'é un eccesso di individualismo nella società che resterà anche dopo la fine del berlusconismo: l'unica speranza è il ritorno del rapporto tra moralità e peccato e la fine del pensiero secondo cui ci sono solo io e l'altro non esiste. Il berlusconismo siamo stati noi, abbiamo determinato noi l'individualismo, che ora si rivela una realtà da curare".

Un'analisi che, comunque la si voglia interpretare, merita una riflessione. Urgente.

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