2 Settembre 2011
12:23

Quanto influisce Google Plus nella ricerca online?

Quale sarà il futuro di Google Plus? In che modo i contenuti postati dagli utenti potranno incidere nei risultati della ricerca online? Schmidt parla di “identity service” e Google annuncia che il pulsante Plus inizierà a diventare sempre più rilevante nelle Serp.
A cura di Vito Lopriore
Google-plus-ricerca-online-risultati-della-condivisione-contenuti-nelle-SERP

Google ha annunciato poco tempo fa “Quando si condivide un contenuto in rete con il tasto +1, la notifica conterrà automaticamente il link, un’immagine e una descrizione nel box. Chiamiamo questa opzione “+snippets” ed è un’ottimo modo per iniziare conversazioni con le persone interessante ai contenuti postati”.

Il nuovo social network Google Plus, lanciato da BigG qualche mese fa, continua a essere implementato sempre più nelle strategie aziendali, soprattutto relative al “search” – il core del business -, dopo che ha raggiunto circa 25 milioni di utenti. Eric Schmidt, presidente di Google, qualche giorno fa ha dichiarato che il social network fondato a Mountain View vuole essere un servizio trasparente, dunque bisogna iscriversi con il nome reale senza usare nickname o pseudonimi. G+ è costruito primariamente per essere un servizio di identità in modo tale che le persone che condividono contenuti costruiscano il futuro dei prodotti che troveranno più visibilità e informazioni in rete.

Il gigante americano della ricerca sul web inizierà, infatti, a implementare i giudizi degli utenti, attraverso i click sul pulsante +1, negli stessi risultati per parole chiave di qualsiasi ricerca su Google. Gli utenti potranno incidere sulla rilevanza e sulla qualità di prodotti e servizi venduti? E’ l’inizio del web 3.0? Di certo Internet sarebbe migliore se si conoscesse l’identità vera della persona o dell’azienda che posta, o sponsorizza, un contenuto: si potrebbe difendersi meglio da spam oppure sa semplici profili “fake” (falsi).

Lo scetticismo, intorno alla policy di Google, continua ad esserci: c’è la paura che chi possiede i siti sia più avvantaggiato nel far emergere gli stessi rispetto ad altri: comunque da Mountain View rassicurano che sulla ricerca sul web, oltre ai gradimenti con il tasto +1, saranno presi in considerazione altri indicatori e che l’indicizzazione sul pulsante Plus sarà graduale e lenta, proprio per far comprendere agli stessi sviluppatori l’impatto e l’efficacia dei contenuti, in teoria, direttamente valutati dagli utenti, che andranno a riempire le SERP.

Può darsi che nel futuro ci saranno campagne pubblicitarie di search marketing più personalizzate, visto che ci saranno sempre più informazioni sull’identità degli users che sponsorizzano determinati prodotti e servizi. Marketing e ricerche sul web più targetizzate, o qualcosa di completamente differente. Di certo, rispetto alla competizione sul web, Google non può accedere ormai alla mole di informazioni in possesso di Facebook per esempio, ecco perché è stato lanciato un nuovo social network in cui si auspica che le persone entrino con la vera identità, proprio lo stesso concept che ha reso il social network bianco e blu famoso in tutto il mondo.

Molti analisti dicono che la policy di Google, collegare cioè il social alle ricerche online e puntare sulla trasparenza, funziona e forse è la sola possibile per ispirare confidence agli users che, nell'uso del motore di ricerca si spingono con più attitudini all’acquisto, o alla vendita di prodotti e servizi, rispetto all’intrattenimento che ispira Facebook grazie alle sue possenti reti sociali.

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