14 Aprile 2016
09:43

San Bernardino, l’FBI ha pagato hacker professionisti per sbloccare l’iPhone 5C

Il braccio di ferro tra FBI e Apple in merito alla vicenda che riguarda l’iPhone appartenuto ad uno dei due killer della strage di San Bernardino continua. Secondo alcune informazioni riportate dal Washington Post, l’FBI per sbloccare il dispositivo appartenuto a Sayed Farook ha pagato degli hackers di professione.
A cura di Francesco Russo
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Il braccio di ferro tra FBI e Apple in merito alla vicenda che riguarda l'iPhone appartenuto ad uno dei due killer della strage di San Bernardino continua. Secondo alcune informazioni riportate dal Washington Post, l'FBI per sbloccare il dispositivo appartenuto a Sayed Farook avrebbe pagato degli hacker di professione. Da quello che si sa – il WP cita persone che hanno seguito da vicino la vicenda – gli hacker hanno utilizzato per il governo Usa un software specifico per i bug, il quale ha appunto consentito di scoprire il codice a quattro cifre per entrare all'interno del dispositivo.

Il Washington Post spiega anche che una volta che questo gruppo di hacker di professione ha portato in dotazione questo software particolare, è stato creato un piccolo sistema hardware che è stato di aiuto all'FBI per identificare il codice personale del dispositivo, senza per questo attivare una funzione di sicurezza che avrebbe di fatto cancellato tutti i dati. Da quanto riferito da queste persone citate dal WP, la difficoltà dell'operazione non stava tanto nell'identificare il codice a quattro cifre, quanto invece nel disattivare la funzione che passa alla cancellazione dei dati dopo dieci tentativi andati a vuoto.

Ecco in questo modo svelato il metodo che l'FBI ha usato per sbloccare il dispositivo, un'operazione che aveva visto la posizione di Apple nettamente contraria, posizione mantenuta nel rispetto della privacy e della sicurezza di tutti i cittadini. Una posizione che ha generato non poche discussioni e non poche polemiche, anche tra le stesse aziende del settore tech della Silicon Valley.

Di recente sulla vicenda, durante un discorso alla Kenion University, in Ohio (Usa), era intervenuto anche il direttore dell'FBI, Jame Comey, il quale aveva in effetti anticipato la notizia, che poi si è rivelata vera, che l'ente governativo avesse acquistato il metodo per sbloccare l'iPhone 5C e che questo stesso metodo non fosse efficace su dispositivi più recenti, come iPhone 5S oppure iPhone 6.

Alla luce di queste informazioni rivelate dal Washington Post, resta sempre la domanda di fondo se e quando l'FBI deciderà di informare anche Apple. Decisione che verrà presa dalla Casa Bianca. Staremo a vedere.

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