8 milioni di euro di Iva non versata. È la grande evasione fiscale scoperta dalla Guardia di Finanza nel corso di diverse attività ispettive focalizzate sui significativi volumi delle cessioni di schede e ricariche telefoniche attuate da Lycamobyle sul territorio nazionale. Realtà internazionale la cui espansione è favorita dalle vantaggiose politiche di prezzo praticate alle offerte su voce e dati. L'indagine della Gdf ha portato alla denuncia dell'amministratore unico dell'azienda con l'accusa di omesso versamento di Iva poiché sono state superate le soglie penali previste in caso di omesso pagamento dell'imposta.

Le investigazioni svolte dal Nucleo di Polizia Tributaria di Roma hanno portato al sequestro dei conti correnti e di tutti gli altri rapporti finanziari della società e del relativo legale rappresentante disposto dal Gip. L'evasione sarebbe pari a 8.315.636 euro. Lycamobile rappresenta uno dei maggiori operatori mobili virtuali a livello internazionale specializzato nell'offerta di servizi voce e dati a prezzi estremamente vantaggiosi. In Italia Lycamobile gestisce l'11 percento delle linee.

La Lycamobile è operativa, oltre che in Italia, anche in Australia, Austria, Belgio, Francia, Danimarca, Germania, Hong Kong, Irlanda, Stati Uniti, Norvegia, Macedonia, Portogallo, Spagna, Svezia, Svizzera, Tunisia, Regno Unito, Paesi Bassi. Nel nostro paese la Lycamobile è conosciuta perché è l’operatore di telefonia mobile che fornisce schede ai migranti. L’azienda può contare su circa 15 milioni di clienti in tutto il mondo e nel 2014 ha fatturato circa 1,5 miliardi di euro. Il Gip ha ordinato di fermare gli 8 milioni evasi, ma la Guardia di Finanza avrebbe individuato solo 3,5 milioni di euro: il denaro potrebbe essere stato trasferito su altri conti con l'obbiettivo di farlo sparire.