Dopo aver venduto il suo business cinese alla locale DiDi lo scorso anno, Uber ha fatto un ulteriore passo indietro anche in Russia, dove ha annunciato la fusione con la divisione taxi del colosso russo dei motori di ricerca Yandex. La nuova azienda avrà una valore di 3,725 miliardi di dollari e sarà attiva in 127 città di 6 paesi: Russia, Azerbaijan, Armenia, Bielorussia, Georgia e Kazakistan. Come parte dell'accordo Yandex investirà 100 milioni di dollari e godrà della maggioranza delle e azioni pari al 59,3 percento, mentre Uber investirà 225 milioni di dollari con il 36,6 percento delle azioni.

I dipendenti a tempo pieno di Uber entreranno a far parte della nuova realtà, che per il momento non ha ancora un nome ufficiale. Uber è stato lanciato a Mosca nel 2014 e ad oggi è attivo in 16 città russe e in 5 di Azerbaijan, Bielorussia e Kazakistan. I ricavi di Uber, però, hanno rappresentato solo la metà di quelli di Yandex relativi al business dei taxi: 566 milioni contro 1,01 miliardi di dollari. L'azienda russa, spesso definita il "Google russo", gode di un brand ormai affermato e, soprattutto, di database estesi che mettono in una posizione svantaggiata Uber.

"Unire il nostro business con Yandex ci consentirà di ottenere un posto di rilievo in una nuova azienda che servirà inizialmente 35 milioni di viaggi al mese" ha spiegato Pierre-Dimitri Gore-Coty, a capo di Uber in Europa, Medio Oriente e Africa. Nell'immediato futuro entrambe le applicazioni continueranno a funzionare normalmente, mentre le applicazioni degli autisti saranno fuse in una sola una volta conclusa la fusione, attesa per l'ultimo trimestre dell'anno in seguito all'approvazione delle autorità.