La Polizia Postale e delle Comunicazioni ha pubblicato il bilancio del 2016 rilasciando tutta una serie di dati che riguardano i 12 mesi appena trascorsi. L'ente di pubblica sicurezza ha di fatto dichiarato guerra al fenomeno della criminalità online, costituendo una sezione specifica al suo interno dedicata al contrasto di questi crimini. I numeri raccolti dicono che nel 2016 sono state arrestate due persone e sono otto invece quelle denunciate; sono stati monitorati più di 400.000 siti web, 412.447 per l'esattezza; sono stati oscurati 510 spazi web; sono stati oscurati anche 13 profili Facebook e Twitter in ottica di prevenzione di fenomeni legati al cyber terrorismo. Complessivamente, gli spazi sul web con contenuti illeciti nel 2016 sono stati 13.491. Sono stati 358 gli spazi riconducibili al terrorismo. Gli spazi web riconducibili a xenofobia e razzismo sono stati 96.

I dati della Polizia Postale evidenziano anche l'aumento della pedopornografia online, sono state infatti coordinate 576 indagini che hanno portato all'arresto di 51 persone e a 449 denunce. La maggior parte di esse ha riguardato l’allarmante fenomeno dell’adescamento online dei minori in continua crescita, che ha registrato 313 casi trattati con l’arresto di 6 persone e la denuncia di altre 177.

Dal punto di vista della protezione delle infrastrutture critiche, la sala operativa della Polizia Postale ha gestito 831 attacchi informatici nei confronti di servizi internet relativi a siti istituzionali e infrastrutture critiche informatizzate di interesse nazionale. Ad esser prese di mira, in particolare, sono state le infrastrutture critiche informatizzate di interesse nazionale, sia pubbliche che private. Nel corso del 2016 sono stati 5.262 gli alert diramati per vulnerabilità riscontrate su sistemi informatici/telematici o per minacce nei confronti degli stessi; 82 sono state le richieste di cooperazione nell’ambito della Rete “High Tech Crime” del G7. E sono state poi 65 le indagini avviate nel periodo in esame per un totale di 25 persone denunciate.

Il bilancio della Polizia Postale riporta anche dati dal punto di vista della collaborazione internazionale, da questo punto di vista si segnala che, nell’ambito dell’operazione “Avalanche” coordinata da Europol e Interpol, gli specialisti della Polizia Postale hanno preso parte allo smantellamento di una vasta e pericolosa botnet (rete di computer infettati da virus) in collaborazione con l’Fbi statunitense e alle polizie e magistrature di 30 Paesi dei 5 continenti. L’operazione, su scala globale, ha consentito di arrestare 5 persone, eseguire 37 perquisizioni, sequestrare 39 server (altri 221 sono stati inibiti) e bloccare ben 800.000 domini infetti.