Ray Tomlinson è morto oggi di attacco cardiaco, aveva 74 anni. Tomlinson era una leggenda del settore informatico: è a lui che dobbiamo la creazione delle email, il cui primo esemplare è stato inviato dall'uomo nel 1971. Al tempo stava lavorando a Boston per la Bolt, Beranek and Newman (ora BBN Technologies), un'azienda il cui lavoro fu fondamentale per lo sviluppo della prima versione di internet, chiamata ARPANET. In quanto dipendente, Tomlinson aveva il compito di "individuare problemi che questo nuovo network potesse risolvere", come spiegava in un'intervista pochi anni fa.

Altri ricercatori avevano già pensato di creare un sistema che permettesse di inviare messaggi tra gli utenti e alcuni programmi già consentivano di condividere note tra account appartenenti allo stesso computer, ma è solo con Tomlinson che si fece avanti l'idea di un network di comunicazione più diffuso e dalle potenzialità estremamente evolute. Il segreto del suo sistema era il comando denominato SNDMSG; in breve, questo consentiva di inviare file direttamente al computer del destinatario. Si trattava, di fatto, del primo programma di messaggistica online e, appunto, il primo passo verso le email che oggi utilizziamo quotidianamente con amici, parenti e colleghi.

A Tomlinson si deve inoltre la decisione di utilizzare la chiocciola (@) come simbolo universale per gli indirizzi email. La scelta ha peraltro elevato il simbolo da segno semi sconosciuto a vera e propria icona culturale universalmente associata al web: nel 2010 è persino entrata nella collezione del MOMA di New York. Ciò che si è perso nel tempo è invece proprio la prima email, che, secondo lo stesso creatore, era composta solo da linee casuali di testo. "La prima mail è completamente dimenticabile" aveva spiegato in un'intervista. "E, di conseguenza, dimenticata".