Da qualche settimana le testate giornalistiche di tutto il mondo sono alle prese con la vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali, un argomento che ha colpito anche il social network di Mark Zuckerberg Facebook, accusato di aver contribuito alla vittoria del candidato democratico. Su Facebook ogni giorno vengono condivise milioni di contenuti all'interno del News Feed e spesso tra questi si nascondono bufale che vengono pubblicate con trappa facilità dagli utenti.

Per questo motivo Mark Zuckerberg è stata accusato di non aver saputo gestire l'enorme mole di bufale e informazioni errate che negli ultimi mesi hanno letteralmente invaso il portale con l'obiettivo di screditare Hillary Clinton. In attesa di soluzioni dall'azienda di Menlo Park, durante un hackathon alla Princeton University un gruppo di quattro ragazzi è riuscito a sviluppare una soluzione per risolvere il problema delle notizie false su Facebook in un giorno e mezzo.

La notizia è stata subito ripresa dalle testate giornalistiche di tutto il mondo e come riporta il Washington Post rappresenta una valida soluzione per ridurre la diffusione di bufale sul web. Il team, formato da Anant Goel, Nabanita De, Qinglin Chen e Mark Craft, è riuscito a realizzare un algoritmo in grado di leggere le notizie e classificare il link come notizia reale o falsa. Ovviamente la squadra di studenti che ha ideato il tool non ha potuto mettere mano al codice del social network ma ha comunque sviluppato un'estensione per Google Chrome in grado di valutare ogni link presente sulla piattaforma blu e distinguere tra notizie verificate e bufale. Nel caso in cui l'algoritmo "Fib" trova una news non verificata, il sistema reindirizza l'utente su fonti più attendibili.