Le reazioni di Facebook hanno appena compiuto un anno e, per celebrare la prima candelina, l'azienda ha svelato come questa grande novità ha impattato sul funzionamento del News Feed. Rivelando un dettaglio fondamentale: il Mi piace non ha più lo stesso valore di un tempo ma, se messo a confronto con le altre reazioni, è stato declassato. "Amore", "haha", "wow", "triste" e "arrabbiato" vengono quindi considerati più importanti per comprendere se un contenuto deve ottenere visibilità all'interno del News Feed rispetto al semplice Mi piace che fino ad oggi rappresentava il social network.

"Nel corso dell'ultimo anno abbiamo scoperto che se le persone lasciano una reazione ad un post, lanciano un segnale ancora più forte che rappresenta il loro desiderio di vedere più contenuti simili rispetto a quelli a cui hanno messo Mi Piace" ha spiegato un portavoce di Facebook in una nota. "Abbiamo quindi aggiornato l'algoritmo che governa il News Feed per fornire alle reazioni un peso maggiore rispetto ai Mi Piace quando valutiamo quanto la storia è rilevante per ciascun utente". In breve, se il Mi piace indica a Facebook quali sono i contenuti che volete vedere più spesso, una reazione lo fa inviando un segnale ancora più forte. Anche nel caso delle reazioni negative.

Fino ad oggi tutte le reazioni, dal Mi piace all'arrabbiato, venivano considerate in maniera paritaria. Presto, però, questa situazione cambierà. Un approccio comprensibile: scegliere una delle nuove reazioni implica un passaggio in più, quindi gli utenti devono "impegnarsi" per rispondere con una delle 5 faccine. Per il momento quella più utilizzata sembra essere quella del cuore: caratterizza più della metà delle reazioni lasciate sul social network. La notizia solleva però dubbi riguardanti la possibilità che il portale ha di fornire agli inserzionisti eventuali informazioni riguardanti l'utilizzo delle reazioni, perché attualmente specifica chiaramente che tutte le faccine vengono "valutate" in maniera egualitaria. Insomma, nascondere i propri sentimenti da Facebook sarà ancora più difficile.