Il 2017 si prospetta come un anno sicuramente interessante dal punto di vista della telefonia. Da un lato perché l'unione tra Tre e Wind darà vita ad una nuova realtà altamente competitiva e dall'altro perché lo spazio lasciato libero da questa operazione sarà preso da Free, operatore francese che nel paese in cui opera è riuscito a conquistare milioni di clienti grazie ai prezzi molto bassi che contraddistinguono i suoi piani. In Francia ha già 12,5 milioni di utenti, molti dei quali abbonati alla tariffa base: 2 euro al mese per due ore di chiamate, messaggi illimitati e internet.

Non stupisce che Free, nata solo nel 2012, sia ormai l'operatore caratterizzato dalla crescita più grande della Francia. Allo stesso modo non stupisce se gli operatori italiani guardano a Free con diffidenza: nel corso degli ultimi anni i ricavi della telefonia sono scesi considerevolmente, passando da circa 42 miliardi di euro a 31 miliardi di euro in mezzo decennio. L'arrivo di un operatore low cost potrebbe abbattere ulteriormente i margini di guadagno di queste realtà, che ora si trovano costrette ad aumentare il numero di offerte concorrenziali per farsi trovare pronte allo sbarco di Free.

D'altronde l'offerta basilare dell'operatore francese è quasi impossibile da battere: 2 euro al mese per 2 ore di chiamate in oltre 100 paesi del mondo, messaggi illimitati e 50 MB di internet, oppure 19 euro al mese per chiamate e messaggi illimitati verso 100 paesi (SMS anche oltreoceano) e 50 GB di internet. Un dato, quest'ultimo, che attualmente nessun operatore offre in Italia, fermandosi sempre poco sopra la soglia dei 5 GB a costi poco concorrenziali. Per questo gli operatori italiani si sono lanciati in una serie di offerte disparate, mentre il colosso in divenire Wind-Tre – il bacino d'utenza previsto è di 31 milioni di clienti – è pronto a ridurre i costi e tagliare posti di lavoro per poter offrire pacchetti più vantaggiosi. C'è poi chi pensa di creare una seconda realtà dedicata esclusivamente alle offerte Low cost: questa sarebbe, tra le altre, la strategia di Tim per fermare Free.

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