Sarà l'ascesa della concorrenza cinese, il periodo nero attraversato da Samsung o, più probabilmente, l'inaspettata fusione di questi due eventi. Fatto sta che Samsung, un tempo seconda azienda più redditizia nel campo degli smartphone, ha dovuto cedere il posto a Huawei, realtà cinese che negli ultimi anni ha saputo guadagnare terreno con una velocità incredibile, accompagnata dalle altre aziende cinesi del calibro di Xiaomi e Lenovo. Così, sfruttando lo scivolone dei Galaxy Note 7, Huawei si è conquistata il secondo posto dietro Apple nel mercato dei dispositivi mobile, almeno per quanto riguarda i dati relativi al terzo trimestre del 2016 pubblicati da Strategy Analytics.

Un mercato ancora saldamente nelle mani di Apple, che su profitti totali pari a 9,4 miliardi di dollari ne ha generati il 91 percento, 8,5 miliardi di dollari. A Huawei è rimasto il 2,4 percento con 200 milioni di dollari. Ma tanto è bastato a scalzare Samsung dal secondo posto e non solo. Già, perché il successo di Huawei ha caratterizzato, appunto, anche le altre grandi aziende cinesi. E infatti cinesi sono le realtà al terzo e quarto posto con il 2,2 percento del mercato: rispettivamente Vivo e Oppo, che in Cina riescono a superare persino l'ormai internazionale Huawei.

“In un mondo competitivo e complicato come quello degli smartphone la nostra sarà una maratona più che uno sprint” ha spiegato Richard Yu Chengdong, CEO di Huawei. Azienda che peraltro sta puntando sui mercati giusti – Cina ed India – e su strategie azzeccate che puntano a proporre sempre più smartphone di fascia alta, considerati alla stregua dei top di gamma delle realtà più blasonate, sia in america che in Corea del Sud. Samsung rincorre tutte queste realtà dal nono posto, in attesa di riprovare la scalata con il Galaxy S8. Che, visto il disastro del Note 7, dovrà essere davvero perfetto per poter salvare l'ormai complicata situazione.