Lo scorso mese Facebook ha introdotto in tutto il social network una nuova reazione temporanea raffigurante la bandiera arcobaleno simbolo dell'orgoglio LGBTQ. Una mossa accolta con approvazione da tutta la comunità del social network, ma anche con qualche polemica da parte dei cristiani più conservatori, che da qualche settimana hanno iniziato a condividere un'immagine con la quale richiedono l'inserimento tra le popolari reazioni di un simbolo raffigurante la croce. Immagine divenuta virale in seguito alla condivisione dell'evangelista Joshua Feuerstein che su Facebook gode di un seguito di oltre 2 milioni di persone.

Nei commenti al post, che nel frattempo ha raggiunto 20.000 Mi piace, quasi 3.000 commenti e circa 10.000 condivisioni, gli utenti si dividono tra cui supporta la richiesta e chi pensa che si tratti solo di una necessità superflua. "Le persone hanno preso un simbolo meraviglioso come l'arcobaleno e lo hanno reso un simbolo distruttivo e peccaminoso" scrive un utente. "Forse in quanto cristiani dovremmo preoccuparci di più dei nostri peccati piuttosto che delle reazioni su Facebook" ribatte un altro.

Interpellato dall'Huffington Post, il social network di Menlo Park ha risposto che la reazione raffigurante la croce non è attualmente nei piani dell'azienda: "La reazione non è attualmente disponibile su Facebook e non è qualcosa su cui stiamo lavorando". La visione conservativa di Feuerstein non è una novità: nel 2015 ha provato senza successo ad ordinare una torta recante la scritta "Non sopportiamo i matrimoni gay" da una pasticceria della Florida, mentre a dicembre dello stesso anno aveva criticato Starbucks per l'utilizzo di bicchieri rossi senza nessun riferimento diretto al Natale cristiano.