A Davos, dove in questi giorni si tiene il World Economic Forum, si discute molto di economia di ambiente e anche di digitale. A questo proposito è stato presentato un report interessante realizzato Accenture, "Digital Disruption: the Growth Multiplier" che fa il punto sullo stato dell'economia digitale a livello globale. I dati raccolti all'interno del report rivelano che nei prossimi 4 anni, quindi entro il 2020, operando una ottimizzazione delle competenze digitali e tecnologiche, il valore economico potrebbe arrivare a 2 mila miliardi di dollari. Uno scatto in avanti rilevante se si pensa che ad oggi l'economia digitale vale un quinto del PIL globale, e cioè il 22%.

Il report riserva una parte anche al nostro paese e da questo punto di vista l'Italia potrebbe trarne un grande vantaggio. Nel documento, presentato di fronte a personalità ed esperti a livello mondiale di economia, politica e tecnologia, si legge: "Per l'Italia, una decisa spinta allo sviluppo di tecnologie e di fattori abilitanti (come infrastrutture, contesto normativo, pubblica amministrazione, mercati) potrebbe portare entro il 2020 ad una crescita addizionale del Pil del 4,2%, pari a circa 75 miliardi di euro." Quindi il Prodotto Interno Lordo del nostro paese entro i prossimi 4 anni potrebbe subire una crescita rilevante, pari a 75 miliardi di euro.

Un passaggio importante questo, specie se lo si legge con i fatti delle ultime ore che vanno nella direzione di maggiori investimenti nel nostro paese in termini di sviluppo digitale e tecnologico. E' infatti notizia di oggi che Apple ha intenzione di creare a Napoli il primo Centro di Sviluppo App iOS d'Europa, una luogo dove fornire agli studenti competenze pratiche e formazione sullo sviluppo di applicazioni dedicate all'ecosistema di dispositivi del colosso di Cupertino. L'investimento dell'azienda guidata da Tim Cook è venuto di seguito a quello annunciato solo il giorno prima da Cisco, altro colosso tecnologico californiano, che ha annunciato un investimento in Italia di 100 milioni di euro nei prossimi tre anni. Due episodi rilevanti che potrebbero davvero proiettare il nostro paese verso la crescita paventata dal rapporto di Accenture.

E questo vale ancora di più se si pensa che ad oggi il peso dell'economia digitale in Italia ad oggi è del 18% sull'intero PIL, quindi al di sotto del valore registrato a livello globale. In altri paesi la situazione è differente. Ad esempio, negli Usa l'economia digitale ha un peso del 33%, in Uk è del 31% e in Australia è del 29%. Tra le 11 realtà monitorate da Accenture quindi l'Italia si piazza al decimo posto, anche se è il paese che vanta grandi potenzialità in termini di crescita.

Il rapporto indica anche cosa dovrebbe fare per abilitare questa crescita che darebbe grande impulso all'economia generale. E quindi dovrebbe indirizzare il 60% del suo impegno supplementare nella crescita digitale verso una migliore applicazione di tecnologie e un 40% nella spinta allo sviluppo dei "fattori abilitanti", quindi sviluppare tutta una serie di condizioni per abilitare la crescita.

Di fronte a questi dati e di fronte anche alle notizie delle ultime ore bisognerà attendere i prossimi mesi per comprendere se si è intrapresa la strada nella maniera corretta.

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