"Se la Guardia di Finanza consiglia di pubblicarlo sulla propria pagina, un motivo ci sarà". Si apre con questo messaggio l'ennesima bufala che in queste ore sta circolando sulle bacheche degli utenti e che chiede di condividere una dichiarazione che, secondo il testo, dovrebbe impedire a Facebook di utilizzare le proprie informazioni personali. Ovviamente si tratta di una bufala che la Guardia di Finanza non ha mai pubblicato né tantomeno sostenuto. Come già successo in passato, infatti, l'allarmismo generato dal messaggio è totalmente infondato e, sembra quasi ovvio sottolinearlo, la condivisione del testo non ha nessun tipo di valenza giuridica.

Insomma, copiare e incollare il messaggio non comporta assolutamente la diffida dall'utilizzare le proprie informazioni personali da parte del social network, perché questo consenso lo si dà all'iscrizione ed è strettamente legato all'utilizzo di Facebook. Non esiste nessuna dichiarazione che vieti la "divulgazione, copia e distribuzione" dei contenuti "in riferimento a questo profilo e/o al suo contenuto", così come non sussiste nessuna "violazione della privacy punita dalla legge (UCC 1-308-1 1 308-103 statuto di Roma)". Si tratta, quindi, della solita Catena di Sant'Antonio che torna ciclicamente almeno dal 2014 con differenti modalità. Questa volta, secondo il messaggio, a sostenere la "validità" della cosa è la Guardia di Finanza, mentre in passato erano inesistenti avvocati. "Ma vi sembra possibile?" scrive la Polizia Postale su Facebook.

Il testo della bufala.

Se la GUARDIA DI FINANZA consiglia di pubblicarlo sulla propria pagina, un motivo ci sarà…Tutto quello che avete postato diventa pubblico da domani. Anche i messaggi che sono stati eliminati o le foto non autorizzate. Non costa nulla per un semplice copia e incolla, meglio prevenire che curare. Canale 13 ha parlato del cambiamento nella normativa sulla privacy di Facebook.
ATTENZIONE
Con questa dichiarazione non concedo a facebook (e/o agli enti associati ad esso) il permesso di usare le mie immagini, informazioni o pubblicazioni, sia del passato che del futuro.
Con questa dichiarazione, ricordo a Facebook, che è severamente vietato divulgare, copiare, distribuire o intraprendere qualsiasi altra azione in riferimento a questo profilo e/o al suo contenuto.
Questo profilo contiene anche informazioni private e riservate.
La violazione della privacy può essere punita dalla Legge (UCC 1- 308 -1 1 308-103 statuto di ROMA).
Nota: Facebook è ora un azienda pubblica, per cui tutti i membri (per tutelarsi) dovrebbero pubblicare quanto scritto, sul proprio profilo.
Non pubblicando questa dichiarazione, per "silenzio/assenso", si permetterà l'uso delle foto, delle informazioni e di tutti i contenuti degli "aggiornamenti di stato" del profilo.
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