Lo scontro tra UE e Facebook non accenna a placarsi e adesso si arricchisce di un nuovo episodio che sicuramente provocherà nuove reazioni da Menlo Park. La commissione Antitrust dell'UE, guidata dalla danese Margrethe Vestager, ha inviato una lettera all'azienda fondata da Mark Zuckerberg in cui accusa Facebook di aver mentito sulla fusione con WhatsApp, avvenuta nel 2014. Quello che viene contestato è il fatto di aver fornito, al momento dell'indagine da parte della commissione, avvenuta proprio due anni fa, "informazioni errate e fuorvianti".

All'interno di quell'indagine la Commissione Antitrust aveva chiesto a Facebook se intendesse collegare gli account tra le due piattaforme e la risposta fu sostanzialmente negativa, Facebook aveva infatti risposto che non sarebbe stato in grado di farlo. Ed è questo il punto che viene contestato, perchè ad agosto di quest'anno WhatsApp ha cambiato le proprie condizioni d'uso, permettendo lo scambio di informazioni degli utenti con Facebook. Il rischio è che, se entro il 31 gennaio non viene presentata una risposta adeguata, Facebook rischia una multa pari all'1 percento del suo fatturato globale, ossia 179 milioni di dollari.

La Commissione Antitrust sostiene quindi che Facebook abbia violato le regole fornendo informazioni non vere, al momento della valutazione della fusione con Whatsapp, proprio sui legami tra gli account dei due sistemi di comunicazione. Ad agosto scorso aveva sollevato molti dubbi e polemiche la modifica delle condizioni d'uso e privacy di WhatsApp che di fatto hanno reso possibile lo scambio di informazioni tra le due piattaforme, numero di telefono compreso. Qualche settimana dopo la stessa Commissione Antitrust UE aveva richiesto informazioni specifiche in merito. Una modifica che aveva visto l'intervento anche dell'Antitrust italiana, lo scorso ottobre, chiedendo a Facebook di "interrompere a raccolta dei dati da WhatsApp".

"Facebook, intenzionalmente o con negligenza, abbia fornito informazioni scritte o fuorvianti alla Commissione, in violazione dei suoi obblighi sotto il regolamento Ue sulle fusioni", informa la commissione. "Le società sono obbligate a dare alla Commissione informazioni accurate durante le inchieste sulle fusioni, e devono prendere questo obbligo in modo serio", aggiunge la commissaria Margrethe Vestager.

In un comunicato l'azienda di Menlo Park ha fatto sapere che sottolinea il rispetto nei confronti del lavoro della commissione e si dice fiduciosa della propria posizione, avendo agito "in buona fede". "Abbiamo costantemente fornito informazioni precise sulle nostre capacità tecniche e sui nostri piani, incluse le richieste sull'acquisizione di WhatsApp e briefing proattivi inviati in maniera volontaria prima della introduzione dell'aggiornamento della privacy policy di WhatsApp quest'anno. Siamo lieti che la Commissione confermi l'autorizzazione, noi continueremo a collaborare", si legge ancora nel comunicato.

A questo punto non resta che attendete la risposta formale che Facebook dovrà necessariamente presentare alla commissione per evitare la mula milionaria