10:38

Paola Ferrari querela Twitter e chiede un maxi risarcimento

La conduttrice della Domenica Sportiva ha deciso di querelare Twitter in seguito alle offese che la presentatrice avrebbe subito nel corso di tutta la conduzione della trasmissione dedicata a Euro 2012

Paola Ferrari querela Twitter e chiede un maxi risarcimento.

Paola Ferrari, la popolarissima giornalista televisiva conduttrice della Domenica Sportiva e volto di punta di Rai Sport, ha deciso di querelare Twitter per diffamazione chiedendo un maxi risarcimento che, se ottenuto, andrà totalmente a favore delle famiglie delle vittime del terremoto in Emilia.

Se la presentatrice dovesse scegliere di seguire questa strada diventerebbe il primo caso in assoluto, almeno qui in italia, di querela nei confronti del social network cinguettante. Qualche mese fa Matteo Renzi, sindaco di Firenze, aveva minacciato di querelare gli utenti che su twitter avessero continuato a parlare del presunto finanziamento ottenuto da Lusi per la campagna elettorale e sempre Renzi aveva litigato molto duramente con Franco Bechis, sempre su twitter e anche in questo caso minacciando querele, ma si trattava di liti tra singoli individui che utilizzavano il medesimo strumento di comunicazione, se la Ferrari dovesse confermare la sua volontà di querelare Twitter diventerebbe il primo caso in Italia in cui non viene denunciato il singolo individuo ma lo strumento attraverso il quale si è espressa l’opinione, lecita o punibile che sia.

La giornalista, che nel corso di tutta la conduzione della trasmissione Stadio Europa dedicata a Euro 2012 si è vista bersagliata sulle pagine di Twitter da epiteti anonimi e offensivi, alcuni dei quali irripetibili, con pesanti allusioni fisiche, insulti riferiti all’età e a presunti rifacimenti estetici, ha deciso di dire basta e di fare causa.

“Il web non può diventare solo una bacheca della diffamazione anonima, dell’insinuazione volgare e del razzismo solo perché nel web c’è la libertà di espressione. Non è giusto usare la rete e i social network per insultare le persone, senza la possibilità di un contraddittorio, e questo accade soprattutto con Twitter. Se il web e i blog vogliono giocare un ruolo serio nell’informazione, allora devono comunque attenersi alle regole deontologiche di base e alle norme civili che valgono fuori dalla rete. Nessuno si riunisce pubblicamente per diffamare o insultare qualcun altro o, se lo fa, per lo meno è passibile di denuncia. Ecco, credo allora che la cosa valga anche per Twitter. Se dovessi ricevere un giusto risarcimento per i danni recati alla mia immagine professionale e personale, per altro costruita con il lavoro negli anni, tutto l’ammontare andrà ai terremotati dell’Emilia, gente, quella sì, che merita a prescindere per la compostezza e il coraggio che mostra”.

La notizia arriva a pochi giorni sia dalla pubblicazione, da parte della piattaforma di microblogging, di un report nel quale sono state rese note le richieste dei governi relative ai dati degli utenti, e sia dalla richiesta di un giudice americano che ha obbligato il social network a consegnargli i tweet di un manifestante di Occupy Wall Street.

Approfondimenti: censura online, microblogging, Twitter

commenta
STORIE INTERESSANTI
STORIE DEL GIORNO
FANPAGE D'AUTORE
ALTRE STORIE