Niente più cartellino né la conseguente possibilità di dimenticarselo a casa: il chip che consente ai dipendenti di accedere all'ufficio sarà inserito direttamente sotto la pelle della mano. È la controversa proposta di un'azienda americana, che ai suoi dipendenti ha proposto (in maniera opzionale) di adottare un sistema di chip sottocutanei con i quali non solo accedere agli uffici senza badge ma anche pagare il caffè o uno snack alle macchinette aziendali. Lo propone la Three Square Market, una realtà del Wisconsin che ad oggi ha convinto 50 dipendenti su 85 ad abbracciare la novità.

Si parla di un chip poco più grande di un chicco di riso da inserire sotto la pelle di una mano: dotato di tecnologia NFC, questo piccolo pezzo di hardware è in grado di dialogare con i sistemi informatici dell'ufficio sbloccando porte o pagando tramite portafoglio virtuale. "I microchip sono il futuro nel campo dei pagamenti e noi vogliamo essere parte di questo fenomeno" spiega Todd Westby, il CEO della startup. A gestire gli impianti sottopelle è la BioHax, un'azienda specializzata nella produzione di chip dal costo di 300 dollari l'uno.

Dal punto di vista della privacy, spiega il CEO, i dipendenti non devono temere nulla: il chip non è dotato di GPS e non consente quindi di individuare i vari dipendenti e la loro posizione. Certo, allo stesso tempo però le polemiche su questi nuovi metodi di vedere l'ufficio preoccupano i più critici, perché se in futuro la procedura dovesse espandersi potrebbe anche portare ad una (volontaria o meno) sorveglianza di massa anche solo per quanto riguarda i luoghi visitati – grazie all'apertura e chiusura delle porte -, agli orari e persino alle abitudini alimentari "tradite" dagli acquisti all'interno dell'ufficio alle varie macchinette o caffetterie aziendali.