Una bella idea ed una bella storia è stata lasciata dalla Makers Faire 2013 tenutasi e Roma negli scorsi giorni. Un maker francese, Nicolas Huchet, dopo aver perso una mano lavorando in fabbrica a Rennes (Francia) a soli 18 anni, si è attivato per risolvere il suo trauma dato che le normali mani robotizzate in commercio erano inaccessibili per lui, con cifre dai trenta mila ai quaranta mila euro.

Attivatosi con il Fab-Lab della sua città, Nicolas ha messo in piedi nel 2013 il progetto BIONICO, che tramite stampante 3D ha permesso di costruire pezzo dopo pezzo una mano bionica low cost. Non bastava solo stampare la mano, ma anche attivarla secondo gli impulsi che i muscoli devono ricevere. Ecco che, infatti, intercettati gli impulsi, collegati al braccio ed utilizzato opportunamente Arduino per trasformare i segnali elettrici in movimenti, la mano robotizzata è diventata un prototipo presentato a Roma non senza destare stupore.

Tecnologia open source a basso costo per venire incontro alle esigenze dei soggetti vittime di amputazione che non possono permettersi le protesi altamente costose finora in circolazione. Certo il prodotto di Nicolas non è paragonabile a quelli esistenti, ma la tecnologia, dicono, verrà implementata sempre meglio per raggiungere un livello di efficienza soddisfacente.