Domani si celebra il Safer Internet Day, #SID2016, la "Giornata per una rete più sicura" istituita in Europa ormai dal 2004. È una giornata per promuovere un uso sempre più consapevole di Internet, specie tra i più giovani. E per l'occasione, Sos Il Telefono Azzurro Onlus, in collaborazione con Doxakids, ha commissionato una ricerca dal titolo "Tempo del web. Adolescenti e genitori online" da dove si evidenzia che gli adolescenti italiani sono perennemente connessi e comunicano via chat con i genitori che, nella maggior parte dei casi, non sono consapevoli dei rischi che i propri figli corrono in rete.

La ricerca è stata presentata stamattina a Milano in occasione del dibattito "Modelli di business tramite la rete e tutela dei diritti dei bambini e degli adolescenti". Lo studio si basa sulle risposte di 600 ragazzi, di età compresa tra i 12 e i 18 anni, e 600 genitori, di età compresa tra i 25 e i 64 anni. Il risultato è che

  • il 17% dei ragazzi intervistati dichiara di non riuscire a staccarsi da smartphone e social;
  • il 25%, quindi 1 su 4, è sempre online;
  • quasi 1 su 2, ossia il 45% si connette più volte al giorno;
  • 1 su 5, quindi il 21% si sveglia durante la notte per controllare i messaggi arrivati sul proprio cellulare;
  • quasi 4 su 5 , il 78% chattano continuamente su WhatsApp.

Dalla ricerca emerge poi che i giovanissimi utenti italiani preferiscono proprio l'app di messaggistica istantanea più di tutte le altre, con un apprezzamento che raggiunge il 90%. Una percentuale di gradimento molto più alta di quella riservata per Facebook (64%), Instagram (61%) e YouTube (58%).

Altro risultato che va preso particolarmente in considerazione è che i giovani utenti italiani oggi vanno online ben prima del compimento del quattordicesimo anno di età. Infatti, il 48% degli utenti intervistati, quindi quasi 1 su 2, dichiara di essersi iscritto a Facebook prima del compimento dei 13 anni, l'età minima tra l'altro che il social network prevede per l'apertura di un account. Inoltre, il 71% riceve in dote uno smartphone mediamente a 11 anni.

I teenager italiani, rileva ancora la ricerca, temono i bulli digitali, ma sono ancora troppi quelli che sottovalutano il cyberbullismo. L'8% ammette di aver intenzionalmente vessato un coetaneo, mentre 1 su 10 banalizza il proprio comportamento come semplice scherzo.

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