Con le fake news è possibile creare ampie reti di siti dediti al clickbait, sfornando pericolose notizie contro minoranze etniche e piani vaccinali. Il problema del loro arginamento non è semplice, perché il rischio di svolte autoritarie che ledono la libertà di stampa e di opinione è sempre dietro l'angolo. Come fare allora a tutelarci senza ricorrere alla brutale censura? Una risposta a questa domanda potrebbe essere il movimento Sleeping giants, nato negli Stati Uniti poco dopo le ultime elezioni presidenziali, quelle in cui maggiormente nella storia l'uso sistematico di notizie false e la manipolazione di dati riservati sembrano avere inciso alle urne.

Cos'è il movimento Sleeping giants.

Tutto ebbe inizio nel novembre 2016 con una ampia campagna volta a boicottare il sito Braitbart News, quello da cui partì la bufala del Pizzagate e che con l'ausilio di guru delle tesi di complotto come Alex Jones è stato il principale portale in Rete in difesa della campagna elettorale di Donald Trump, fatta essenzialmente di notizie inventate a tavolino per screditare avversari politici e minoranze etniche – soprattutto ispanici e neri – ma Braitbart come tutti i siti di informazione online non vive d'aria, necessita ovviamente di spazi pubblicitari, per finanziarsi attraverso i click.

Pubblicità ottimizzate secondo algoritmi. Le aziende spesso non sanno in quali contenuti finiranno i loro spot pubblicitari, questo perché vengono ottimizzati mediante complessi algoritmi sulla base del tema e dell'utente che andrà a fruire della notizia. Così comuni cittadini hanno cominciato a segnalare con appositi screen alle aziende interessate la loro presenza in contenuti discutibili. Lo scopo è sensibilizzare questi "giganti dormienti" che finanziano a loro insaputa campagne d'odio, nel caso degli Stati Uniti. Questo ragionamento può essere esteso anche agli articoli che divulgano pericolose bufale mediche, come quelle che negano l'Hiv o la sicurezza dei vaccini. Per una società essere associata a contenuti scabrosi e discutibili non è proprio il meglio dal punto di vista del marketing, specialmente se improvvisamente i consumatori cominciano a farlo notare.

Adpocalypse e giro di vite contro i tabloid. Pochi mesi prima del movimento Sleeping giants in Inghilterra nasce Stop funding hate, qui le fake news pubblicate per appoggiare la Brexit (l'uscita del Regno Unito dall'Unione europea), sono state a dir poco devastanti. La campagna ha attaccato i principali tabloid britannici provocando il ritiro da parte di molte aziende dei loro spazi pubblicitari da siti come il Daily Mail e il The Sun. Su YouTube c'è stata invece la cosiddetta "Adpocalypse", con relativa minaccia da parte di molte società di cessare il loro rapporto col colosso dei video in Rete. Questo ha creato parecchi disagi, anche nei confronti di chi su YouTube si impegna nel creare contenuti onesti.

L'efficacia del metodo Sleeping giants da poco ha contagiato anche l'Europa, l'Italia in questo è già in prima linea. Tutti possono partecipare, fornendo alle aziende interessate gli screen in cui compaiono gli spot che le associano a contenuti discutibili, facendo chiara e pericolosa disinformazione. Degno di menzione il recente ritiro degli spazi pubblicitari dal sito Vox News a seguito delle segnalazioni del collega David Puente. Il sito in questione faceva clickbait mediante la pubblicazione di fake news a sfondo xenofobo e razzista.

Censura e demonetizzazione. Se da un lato la censura mina la libertà di stampa e di opinione alla radice – impedendo direttamente le pubblicazioni – scoraggiando la monetizzazione di certi contenuti la libertà di stampa non viene violata. L'unico "problema" sarebbe che sempre più in futuro, chi sostiene di combattere i poteri forti – salvo poi farsi pagare dagli stessi – dovrà tener fede a quanto scrive ai suoi lettori, continuandolo a fare per "informare", non a scopo di mero business. Del resto basta poco per evitare la demonetizzazione: è sufficiente fornire ai lettori fonti reali, provenienti da pubblicazioni serie, tenendo a mente che quanto scriviamo non ci assolve dalle responsabilità, verso la libertà e la salute degli altri.