Il pesante down di Twitter nella mattinata di ieri non poteva non provocare conseguenze, oltre a quelle evidenti di lasciare i suoi utenti nell'impossibilità di utilizzare la piattaforma. Altra conseguenza è stata un altrettanto pesante crollo del titolo (TWTR) a Wall Street. Il titolo a fine giornata fa registrate un calo del 7% il che porta il valore complessivo della società a 12,25 miliardi di dollari. Il down di ieri di fatto ha peggiorato una situazione già preoccupante, quella di ieri è stata infatti la decima seduta negativa per il titolo della società di San Francisco, perdendo per strada ben il 27% del suo valore.

Twitter non attraversa certo un bel periodo e il down globale di ieri, che si è risolto in oltre due ore con il servizio che tornava lentamente alla normalità nei vari paesi, aggrava una situazione che per gli esperti finanziari comincia ad essere definita "allarmante". Il titolo TWTR ha ceduto ieri il 7%, facendo registrate di conseguenza il decimo risultato negativo che ha provocato la perdita del 27% del valore complessivo della società guidata da Jack Dorsey, valore che è ad oggi di 12,25 miliardi di dollari. Il titolo ad oggi vale 16,68 dollari, quindi ben al di sotto del valore IPO del 2013 che era di 26 dollari. E non è la prima volta che questo accade, il tonfo si era già registrato ad agosto del 2015 e da allora il titolo non ha mai recuperato pienamente, neanche con la successiva nomina di Jack Dorsey come nuovo CEO. Un calo che viene quantificato di oltre il 50%.

Ecco perchè gli analisti finanziari definiscono la situazione "allarmante" ritenendo che questa sia una crisi di prodotto. Nei Doshi, analista di Mizuho, ha detto che Twitter resta una valida piattaforma per le news in tempo reale, ma ha un problema di prodotto. Dal punto di vista della pubblicità, ad esempio, Twitter è quella che soffre molto, nonostante tutti i competitor si siano orma attrezzati offrendo agli investitori valide alternative. "Per rialzare le sorti di Twitter", sostiene Doshi, "è necessario che ci sia una crescita sostenuta della base utenti, una migliore esecuzione del prodotto e una crescita dei margini". Tutti elementi che al momento mancano. Solo qualche mese fa Twitter aveva lanciato negli Usa una grande campagna, anche televisiva, per il lancio di Moments (ad oggi non ancora disponibile a livello globale).

E sempre gli analisti continuano a non considerare una buona scelta la guida a "tempo parziale" del CEO Jack Dorsey che dedica il suo tempo a metà tra Twitter e l'altra sua società, di cui è sempre CEO, Square che di recente si è anche quotata in borsa.

La situazione quindi per Twitter non è delle migliori. Il prossimo 10 febbraio si conosceranno i dati finanziari dell'ultimo trimestre del 2015 e sarà il momento in cui si potranno tirare le prime somme della nuova gestione Dorsey.

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