Se da un lato Uber continua a navigare tra innumerevoli problemi legislativi in tutto il mondo, la sua situazione interna sembra sempre più caotica a causa delle molte accuse di sessismo e molestie che hanno colpito l'azienda nel corso degli ultimi mesi. Una situazione sottolineata – e aggravata – dal fatto che nemmeno una riunione contro il sessismo organizzata dal suo Consiglio di amministrazione riesce a concludersi senza una battuta sessista. È successo qualche giorno fa durante un incontro organizzato da Uber per parlare dei propri problemi interni e della necessità di inserire più donne nel consiglio di amministrazione dell'azienda.

Quando Arianna Huffington ha sostenuto quest'ultima necessità, affermando che "quando c'è una donna nel consiglio, probabilmente ce n'è anche una seconda", la risposta del collega David Bonderman ha lasciato tutti perplessi: "Di sicuro ci sarebbero più chiacchiere". Una battuta che sarebbe stata fuori luogo in ogni contesto, ma che risulta ancora più paradossale se a farla è il membro del Cda di un'azienda al centro di forti polemiche su molestie e marginalizzazione della figura femminile.

L'audio della conferenza, ottenuto da Yahoo Finance, ha provocato forti reazioni sul web da parte degli utenti dei social che hanno definito la battuta "misogina e stupida". Subito dopo la diffusione della notizia, Bonderman ha inviato una nota a tutti i dipendenti: "Voglio scusarmi con il membro del consiglio di amministrazione per il commento irrispettoso rivolto nei suoi confronti durante la discussione di oggi. È stato inappropriato. Voglio anche scusarmi con tutti i dipendenti di Uber che si sono sentiti offesi dalla mia frase. Mi dispiace molto". In seguito, Bonderman ha annunciato le sue dimissioni dal Cda di Uber.