Secondo quanto annunciato nel corso delle ultime ore dalla CNBC, Facebook avrebbe pianificato la migrazione di WhatsApp verso i suoi data center con l'obiettivo di ridurre i costi di gestione. Ad oggi la nota applicazione di messaggistica istantanea utilizza l’infrastruttura cloud di IBM, generando una spesa di circa 2 milioni di dollari al mese all'azienda di proprietà di Mark Zuckerberg. Dopo ben tre anni dall'acquisizione di WhatsApp, avvenuta nel 2014 per 19 miliardi di dollari, i vertici di Facebook avrebbero deciso di spostare il servizio dai server SoftLayer di IBM ai data center proprietari.

Come specificato dalla fonte il passaggio non provocherà alcun inconveniente per gli utenti che avranno la possibilità di continuare a chattare senza alcuna interruzione di servizio. I giornalisti di CNBC evidenziano che la migrazione di WhatsApp sui server di Facebook ha richiesto tutto questo tempo poiché fino ad oggi gli ingegneri sono stati impiegati a spostare altri servizi tra cui l'app di mobile photography Instagram che fino a qualche anno fa utilizzava i server Amazon Web Services (AWS).

Da CNBC giungono anche alcune informazioni sullo stato attuale dei server WhatsApp, come evidenziato dalla nota testata, infatti, oggi la nota applicazione di messaggistica per smartphone impiega circa 700 server IBM suddivisi tra i data center di San Jose e Washington D.C e questo fa dunque di WhatsApp uno dei principali clienti dell'azienda specializzata in soluzioni cloud. A confermare l'indiscrezione un comunicato stampa diffuso da IBM che attribuisce ad IBM Cloud un importante ruolo nel successo ottenuto da WhatsApp: "WhatsApp è stato un importante cliente di IBM Cloud. Siamo orgogliosi del ruolo di IBM Cloud nel loro successo. E' del tutto naturale per Facebook cercare sinergie tra le proprie attività". I nuovi server di Facebook saranno in grado di ridurre i consumi ed i costi poiché richiederanno meno hardware grazie all'utilizzo delle macchine virtuali.