Oggi si celebra la giornata mondiale delle emoji, le simpatiche "faccine" che quotidianamente accompagnano i nostri messaggi all'interno delle app di messaggistica e nei social network. Questo linguaggio universale è nato nel diciassettesimo secolo come semplici caratteri tipografici, il simbolo più noto è senza dubbio quello formato dai due punti e la parentesi chiusa che forma una faccina sorridente. Negli anni questo linguaggio si è evoluto grazie all'informatica e soprattutto agli smartphone passando da caratteri tipografici affiancati a vere e proprie icone. Nonostante la giornata mondiale delle emoji è stata fissata il 17 luglio, ci sono diverse teorie sull'origine dello smile.

Tra i protagonisti che hanno reso possibili lo sviluppo del linguaggio che accompagna buona parte dei nostri messaggi va citato senza dubbio il giornalista francese Franklin Loufrani che negli anni '70 iniziò a stampare un viso sorridente giallo affianco a tutte le buone notizie pubblicate sul giornale. Da questa idea è nata così Smiley che ogni anno produce tremila nuovi prodotti sorridenti. Ora l'azienda è passata al figlio Nicolas Loufrani che ha realizzato collaborazioni con numerosi stilisti di alta moda ma anche numerosi gadget ed il personaggio di fumetti e film Watchmen che è caratterizzato da uno smile sanguinante.

Le emoji più utilizzate su Facebookin foto: Le emoji più utilizzate su Facebook

La redazione del Corriere della Sera in occasione della giornata mondiale delle emoji ha intervistato Nicolas Loufrani che ha spiegato: "Ho registrato il logo nel 1971, come se fosse il coccodrillo di Lacoste o la mela di Apple. Nel 1997 Smiley non andava più bene e sono arrivato nell'azienda per rilanciare il brand. Prima c'era solo il logo ideato da mio padre, una faccina gialla e basta, io invece ho voluto fare qualcosa di nuovo: ho ideato il logo in versione tridimensionale trasformandolo in una sfera e poi ho aggiunto nuove espressioni come la faccina che strizza l'occhio e quella che fa la linguaccia.

Il grande successo arriva dopo il 1996 quando Nicolas inizia a stringere accordi con i produttori di smartphone come Alcatel, Motorola e Samsung, portando Smiley a sostituire le vecchie emoticon fatte di caratteri tipografici. Secondo lo Smithsonian Institute, invece, lo smile nasce nel 1963 per opera di una compagnia d'assicurazione che avrebbe commissionato al grafico statunitense Harvey Ross Ball la creazione di un simbolo in grado di alzare il morale dei dipendenti: una faccina sorridente di colore giallo. Tuttavia il simbolo non venne registrato e così i fratelli Bernard e Murray Spain di Philadelphia, proprietari di una tipografia, se ne appropriarono vendendo oltre 50 milioni di spille e diversi altri prodotti.

Tante le iniziative per l'edizione 2017 del World Emoji Day tra cui Facebook che per l'occasione ha annunciato il numero di "faccine" che ogni giorno vengono inviare all'interno del popolare social network e su Messenger e Booking.com che approfittando della Giornata Mondiale delle Emoji ha realizzato una petizione per richiedere all'Unicode l'introduzione di nuove emoji "da vacanza", per far esprimere agli utenti come ci si sentano nelle prime 24 ore di viaggio. Tra le proposte incluse nella petizione un'emoji che guarda una mappa, una vestita da turista ed una che disfa la valigia.

Negli ultimi anni grazie ai dispositivi mobile abbiamo visto come le emoji siano riuscite a prendere il posto delle emoticon grazie anche all'Unicode Consortium, l'organizzazione no profit formata da aziende informatiche, partner istituzionali e istituti di ricerca che si occupa delle realizzazione e diffusione delle nuove emoji da inserire nelle tastiere degli smartphone degli utenti di tutto il mondo. A fine giugno i responsabili del Consorzio Unicode hanno annunciato il rilascio della versione 10 dello standard Unicode, presentando 56 nuove emoji tra cui il simbolo del BitCoin, l’hijab, la donna che allatta al seno e l’emoji Colbert, una faccina con espressione neutrale.