È partita nelle prime ore di questa mattinata la possibilità di accedere al portale per richiedere il Reddito di Cittadinanza sul sito ufficiale pubblicato solo un mese fa. Un lancio di certo molto atteso, ma che ha portato con sé alcune problematiche tecniche che stanno impedendo ad alcuni utenti di accedere al portale ed effettuare la richiesta. Se fatta attraverso il sito, infatti, la domanda deve essere accompagnata dal codice Spid, cioè l'identità digitale per comunicare con la pubblica amministrazione che è possibile ottenere da diversi operatori di terze parti e che va utilizzata per effettuare l'accesso al sito del Reddito. C'è solo un problema: questa mattina 7 servizi su 9 non funzionavano.

Al momento della messa online del link che rimandava alla pagina per richiedere il Reddito di Cittadinanza, infatti, gli unici Spid accettati erano quelli di Poste e di Tim Id, mentre gli Spid degli altri sette gestori portavano solamente ad una pagina che segnalava un errore. "Formato richiesta non corretto" si legge. "Contattare il gestore del servizio". Una partenza con intoppo, quindi, che però sarebbe dovuta ai singoli gestori e non al sito del Reddito.

Lo sottolinea anche il ministro Di Maio, spiegando che "la identità digitale viene gestita da soggetti privati. Se Tim o Poste sono in grado di rilasciare l’identità digitale, significa che l’identità funziona. Se per altri non funziona è un problema loro. Ma il sito è operativo in questo momento". Come confermato negli ultimi giorni, sarà possibile inoltrare la richiesta anche attraverso i Caf, i Centri di assistenza fiscale. Prima di presentare domanda, gli interessati “devono avere presentato una DSU (dichiarazione sostitutiva unica) finalizzata al rilascio di ISEE". Per quanto riguarda le domande sul sito, invece, per gli utenti in possesso di Spid degli operatori al momento problematici non resta che attendere la risoluzione dei problemi.