Apple ha acconsentito al pagamento di 25 milioni di dollari per aver violato un brevetto appartenente a Network-1 Technologies, azienda che ha fatto causa alla realtà di Cupertino per un brevetto del 1999 che, di fatto, tratta una tecnologia piuttosto basilare relativa ad un sistema di memorizzazione in ordine cronologico dei documenti. Secondo l'accusa, Apple avrebbe violato il brevetto con i suoi Cover Flow e Time Machine. Network-1 Technologies è una realtà riconosciuta per essere una cosiddetta "patent troll", cioè un'azienda che deposita un grande numero di brevetti generici per poi utilizzarli dopo anni contro aziende come Apple, Google e Microsoft.
Il brevetto in questione è nato nel 1996 a Yale per mano del fondatore di Mirror Worlds, azienda che aveva già fatto causa alla mela arrivando ad una vittoria da 625 milioni di dollari poi ribaltata in favore di Apple da un giudice in appello. Il brevetto è in seguito stato venduto a Network-1 Technologies, che ha dato vita ad una nuova causa legale ai danni della mela. Proprio quest'ultimo scontro ha portato all'accordo concluso oggi tra le due realtà e caratterizzato dal pagamento di 25 milioni di dollari da parte di Apple in favore del patent troll americano.
Come parte dell'accordo, però, Apple riceverà le licenze di utilizzo di altri brevetti in possesso di Network-1 Technologies. Una misura precauzionale per evitare ulteriori scontri legali tra le due realtà. Il fenomeno dei Patent troll è ormai piuttosto diffuso nel settore tecnologico, dove spesso persone o aziende brevettano molte tecnologie con l'obiettivo di fare causa a chi poi si ritrova inconsapevolmente ad utilizzarle per i propri prodotti, come accaduto con realtà del calibro di Apple, Google e Microsoft. Proprio quest'ultima ha recentemente pagato 4,6 milioni di dollari per concludere una battaglia legale relativa allo stesso brevetto impugnato contro Apple.