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Apple sotto accusa negli USA: il Dizionario di OS X offende i gay

L’azienda di Cupertino finisce sotto i riflettori della stampa statunitense a causa di una definizione a dir poco “inaspettata” della parola “gay” all’interno del Dizionario di OS X.
A cura di Daniele Cretella
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Apple offende i gay attraverso il suo dizionario. E' questa l'accusa che nelle ultime ore è stata mossa nei confronti dell'azienda di Cupertino da parte della comunità LGBT statunitense. Ad innescare le proteste è stata Becca Gorman, una studentessa diciannovenne del Lincoln-Sudbury Regional High School nello Stato del Massachusetts adottata da una coppia di lesbiche che, nel realizzare una ricerca scolastica sui diritti degli omosessuali attraverso il proprio computer Mac, si è imbattuta in una definizione della parola "gay" decisamente inaspettata.

All'interno dell'app "Dizionario" presente all'interno di OS X, infatti, la parola "gay", oltre che indicare soggetti attratti da persone dello stesso sesso, riconduce tale parola ad un sinonimo di "stupido" o "folle". In realtà, tale accezione viene ricondotta ad un linguaggio informale, utilizzato prevalentemente dai giovani, che non ha nulla a che vedere con le tendenze sessuali degli individui.

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Nonostante ciò, la teenager statunitense, intervistata da ABC News, avrebbe inviato una mail indirizzata ad Apple per ricevere chiarimenti in merito alla vicenda, sottolineando l'inadeguatezza della definizione, soprattutto per un'azienda che soltanto poche settimane fa era stata indicata come una delle più "gay-friendly" negli Stati Uniti a seguito delle dichiarazioni di Tim Cook in merito alle discriminazioni sessuali sul lavoro.

La risposta dell'azienda di Cupertino sarebbe arrivata soltanto poche ore dopo rassicurando che sarebbero stati presi provvedimenti immediati per risolvere il problema definitivamente. Il dizionario incluso all'interno di OS X, in realtà, non è realizzato direttamente da Apple che, per ogni Paese, si affida ad una particolare fonte e, dunque, le critiche delle ultime ore forse sono un po' troppo "severe", ma è pur vero che l'azienda avrebbe dovuto vigilare sui contenuti offerti ai propri clienti e la rimozione della definizione offensiva avverrà, probabilmente, già a partire dal prossimo aggiornamento software.

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