Ha quattro gambe, quattro ruote e conosce il karate. Si chiama Centauro ma non è un robot combattente, bensì un automa pensato per aiutare i soccorsi durante le operazioni di ricerca e soccorso. Il nome italiano non è un caso: il robot è stato sviluppato dall'Istituto Italiano di Tecnologia con l'obiettivo di individuare la forma migliore per queste situazioni critiche. La soluzione trovata dal team italiano è proprio quella di un centauro robotico, cioè un automa basato su quattro gambe – e non due come quelli che ricordano un umano – e due braccia, con le quali è in grado di spostare macerie o manipolare oggetti.
In questo modo Centauro risulta essere molto più stabile nelle operazioni ed è in grado di muoversi più agilmente sui terreni sconnessi grazie alle quattro gambe e alle ruote che le caratterizzano. È alto 1 metro e mezzo, pesa 93 chili ed è composto da diversi metalli leggeri, tra cui alluminio, e da una "pelle" in plastica stampata in 3D. Il robot ha un'autonomia di 2 ore e mezzo ed è controllato da un operatore umano: non è, quindi, un robot autonomo in grado di operare senza comandi.

Il punto forte di Centauro è però la sua flessibilità garantita dai molti movimenti che possono compiere le braccia, le gambe e il torso. In questo modo il robot può assumere diverse posizioni, da quella più rialzata e veloce a quella ribassata simile ad un ragno, che gli consente di operare in maniera più stabile. Oltre a spostare macerie e interagire con oggetti, Centauro è anche in grado di salire le scale. La vera sfida, però, è ora quella di progettare un sistema di controllo in grado di sfruttare tutte queste capacità di movimento, che un operatore umano deve essere in grado di manovrare. Così presto potremmo vedere un Centauro salvare umani in situazioni pericolose, quasi come in un film fantasy.
